La criminalità ha spesso carattere transfrontaliero. Nella lotta a tale fenomeno la cooperazione internazionale assume pertanto un ruolo ancora più determinante. L’Accordo di partecipazione a Prüm e il Protocollo Eurodac permetteranno di rafforzare tale cooperazione, rendendo in futuro più rapido ed efficace lo scambio di informazioni tra le autorità di perseguimento penale svizzere e quelle degli Stati membri dell’UE. Nella seduta del 5 marzo 2021, il Consiglio federale ha adottato il pertinente messaggio.

Terroristi, organizzazioni criminali e bande operanti a livello transnazionale sono oggi sempre più interconnessi e mobili. Ad esempio, le tracce di DNA reperite nel quadro di indagini coordinate a livello svizzero su assalti a bancomat compiuti in diversi Cantoni hanno condotto ad arresti in Austria e Danimarca. Per contrastare più efficacemente queste forme di criminalità transfrontaliera occorre rafforzare la cooperazione internazionale.

Con l’Accordo di partecipazione a Prüm il Consiglio federale si prefigge quest’obiettivo. A tal fine ha adottato il pertinente messaggio all’attenzione del Parlamento.

La polizia accederà più rapidamente alle informazioni rilevanti

Informazioni importanti per il lavoro di polizia quali profili del DNA, impronte digitali o dati sui veicoli e i loro detentori sono registrate nei sistemi d’informazione nazionali. Quando rilevano tracce di DNA su un luogo del reato, le autorità inquirenti svizzere eseguono un primo confronto nella banca dati nazionale sui profili del DNA. Se non risulta alcuna corrispondenza, le autorità in questione possono procedere a un confronto con le banche dati di altri Paesi. Attualmente quest’ultima procedura risulta alquanto lunga e onerosa. Le richieste vanno infatti inviate tramite Interpol a ciascun singolo Stato. L’Accordo di partecipazione a Prüm consentirà di lanciare con un’unica richiesta un confronto automatizzato con le banche dati di tutti i Paesi dell’UE che aderiscono all’Accordo. Se una traccia di DNA o un’impronta digitale produce una corrispondenza nella banca dati di un altro Paese, le autorità di perseguimento penale svizzere verranno direttamente informate e potranno richiedere al Paese in questione ulteriori informazioni.

L’Accordo di partecipazione a Prüm rende pertanto le consultazioni internazionali più semplici, efficaci e rapide per le autorità di perseguimento penale svizzere. Ciò consentirà di accelerare le indagini e di individuare più rapidamente correlazioni tra reati commessi in Svizzera e all’estero. Inoltre sarà più semplice individuare e chiarire reati seriali e modi operandi delle organizzazioni criminali. L’Accordo costituisce uno strumento essenziale per la lotta alla criminalità organizzata transnazionale e al terrorismo e contribuisce ad accrescere la sicurezza della popolazione svizzera.

L’Accordo di partecipazione a Prüm non è uno sviluppo dell’acquis di Schengen. La partecipazione della Svizzera è pertanto volontaria. Tuttavia, a oggi quasi tutti gli Stati europei partecipano già allo scambio di profili del DNA, di impronte digitali e di dati sui veicoli tramite «Prüm». Pertanto una mancata partecipazione della Svizzera si ripercuoterebbe negativamente sullo scambio di informazioni di polizia con gli Stati membri dell’UE in futuro.

Entrata in vigore del Protocollo Eurodac e dell’Accordo PCSC

L’attuazione dell’Accordo di partecipazione a Prüm è il presupposto per l’entrata in vigore del Protocollo Eurodac. Quest’ultimo prevede che le autorità di perseguimento penale possano accedere alla banca dati in cui sono salvate le impronte digitali delle persone che hanno presentato una domanda d’asilo in uno Stato Dublino o che sono state arrestate nel tentativo di entrare illegalmente nello spazio Dublino. L’accesso a questa banca dati è autorizzato soltanto al fine di prevenire e individuare reati gravi e nei casi di sospetto terrorismo.

Contemporaneamente all’attuazione tecnica della cooperazione Prüm è prevista l’entrata in vigore anche dell’Accordo PCSC (Cooperation in Preventing and Combating Serious Crime) concluso con gli Stati Uniti. Questa cooperazione approvata dal Consiglio federale nel 2012 persegue i medesimi obiettivi della cooperazione Prüm, pur limitandosi allo scambio di profili di DNA e di impronte digitali.