Si è conclusa a New York la 65a sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne (CSW). La Svizzera accoglie favorevolmente il fatto che sia stato possibile raggiungere una dichiarazione finale congiunta e si impegna a rafforzare ulteriormente l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne.

Durante il dibattito generale il consigliere federale Alain Berset ha espresso la sua preoccupazione sul fatto che, secondo stime dell’ONU, 47 milioni di donne nel mondo rischiano di scivolare nella povertà estrema a causa della pandemia di COVID-19. «I progressi fatti negli ultimi decenni nell’ambito dell’uguaglianza di genere e dei diritti delle donne sono messi in pericolo dall’attuale crisi», ha dichiarato Berset. «Per impedirlo, dobbiamo fare affidamento sull’impegno della comunità internazionale».

Quest’anno i negoziati sulla dichiarazione finale della CSW sono stati particolarmente impegnativi. Le opinioni erano molto contrastanti soprattutto su temi come la salute sessuale e riproduttiva e il rispetto dei diritti connessi, la violenza di genere, i diritti umani, le forme di famiglia e l’educazione sessuale. È quindi da considerare come un grande successo il fatto che gli Stati membri dell’ONU abbiano adottato una dichiarazione finale congiunta.

Attualmente, nella politica internazionale in materia dei diritti delle donne si osservano tendenze contrastanti. Da un lato è nato un movimento mondiale delle organizzazioni della società civile e dei giovani a favore dell’uguaglianza di genere e dei diritti delle donne, nella forma del «Generation Equality Forums». Il forum, finanziato da UN Women e da numerosi Stati, sarà organizzato dal Messico a fine marzo 2021 e dalla Francia a luglio 2021. La Svizzera parteciperà a entrambi gli eventi.

Dall’altro lato, si inaspriscono le posizioni degli Stati critici nei confronti dell’uguaglianza di genere e dei diritti delle donne e che bloccano sistematicamente i progressi fatti. In questo contesto la Svizzera deplora il ritiro della Turchia dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), annunciato durante la CSW. La Svizzera ha partecipato attivamente all’elaborazione della Convenzione, che ha ratificato e alla quale attribuisce una grande importanza.

In futuro, il ruolo della Svizzera come «costruttrice di ponti» pragmatica rimarrà fondamentale. Il nostro Paese continuerà a lavorare assiduamente contro la violenza di genere, per il rafforzamento economico delle donne, in particolare per la parità salariale, e per la partecipazione paritaria ed efficace delle donne alla vita pubblica e ai processi decisionali. Il rafforzamento del ruolo delle donne nella politica di pace e di sicurezza è quindi anche una priorità della Strategia di politica estera della Svizzera 2020–2023.

Un contributo chiave della Svizzera alla CSW di quest’anno è stata l’applicazione Women’s Human Rights (W’sHR App), completamente rinnovata e rilanciata in vista della CSW. Già durante l’edizione di quest’anno, l’applicazione ha consentito ai negoziatori e alle negoziatrici di accedere rapidamente ai più importanti testi giuridici e di base in vari settori rilevanti per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere. «Con questo strumento innovativo la Svizzera fornisce un importante contributo all’efficienza dell’ONU e, indirettamente, rafforza anche i suoi sforzi di riforma, che è uno degli obiettivi della nostra politica estera», ha dichiarato Markus Seiler, segretario generale del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).