Nel quadro degli accertamenti tecnici per lo sgombero dei residui di munizioni dell’ex deposito di munizioni di Mitholz, il Politecnico federale di Zurigo (PFZ) ha redatto, su incarico del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), una perizia sull’ipotesi di «incapsulamento» dei residui di munizioni. Nella perizia il PFZ è giunto alla conclusione che con il procedimento dell’«incapsulamento» non sarebbe garantito un rivestimento sicuro dei residui di munizioni né potrebbero essere escluse infiltrazioni d’acqua. L’ipotesi di «incapsulamento» non è pertanto una valida alternativa al previsto sgombero dei residui di munizioni.

Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) sta pianificando lo sgombero dei residui di munizioni nell’area geologicamente complessa della parete rocciosa di Mitholz. I lavori di pianificazione comprendono anche accertamenti tecnici. Il team di progetto verifica tra l’altro costantemente le conseguenze dello sgombero per la popolazione, al fine di renderlo il meno oneroso possibile. È considerato anche l’impiego di nuove tecnologie e di nuovi procedimenti.

Nel corso di tali accertamenti un ingegnere privato ha sottoposto al DDPS un’ipotesi di «incapsulamento» dell’ex deposito senza il ricorso a uno sgombero dei residui di munizioni. Il procedimento proposto consiste nel colmare tutti le cavità ottenendo in sette fasi una massa solida e compatta; l’ex deposito si ritroverebbe rinchiuso in una specie di capsula.

Perizia indipendente: non è garantito un rivestimento sicuro

Per la verifica della fattibilità dell’ipotesi di «incapsulamento» il DDPS ha incaricato il Politecnico federale di Zurigo di eseguire una perizia indipendente. Nella perizia dell’Istituto di Geotecnica in seno al PFZ (cattedra di scavi in sotterranea), ognuna delle sette fasi dell’ipotesi è stata valutata e tematizzata singolarmente. La perizia giunge alla conclusione che con il procedimento dell’«incapsulamento» non sarebbe garantito un rivestimento sicuro dei residui di munizioni né potrebbero essere escluse infiltrazioni d’acqua. Inoltre, la riuscita del procedimento non potrebbe essere sottoposta a verifica per l’adozione di ulteriori misure eventualmente necessarie. Infine, in futuro non sarebbe più possibile rimuovere i residui di munizioni.

L’«incapsulamento» non è un’alternativa valida allo sgombero

La conclusione a cui giunge la perizia del PFZ conferma che l’alternativa dell’«incapsulamento» dei residui di munizioni non porterebbe al risultato auspicato. Conformemente alla decisione del Consiglio federale del 4 dicembre 2020, il DDPS sta elaborando la pianificazione per lo sgombero dei residui di munizioni e nell’autunno 2022 sottoporrà al Consiglio federale un messaggio per il finanziamento dello sgombero.

Ex deposito di munizioni di Mitholz
Durante la seconda guerra mondiale è stato costruito a Mitholz (Comune di Kandergrund, BE) un deposito sotterraneo per le munizioni dell’esercito. Nel 1947 si è verificata una serie di esplosioni, che ha causato il decesso di nove persone nelle vicinanze dell’impianto. Una parte delle circa 7000 tonnellate lorde di munizioni immagazzinate è esplosa; una parte ha potuto essere rimossa; secondo le stime, sino a 3500 tonnellate lorde di munizioni, tra cui centinaia di tonnellate di esplosivi, si troverebbero ancora nei settori crollati dell’impianto e sotto le macerie antistanti.