Il Governo ha preso posizione riguardo a un avamprogetto posto in consultazione dal Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), il quale prevede modifiche alla legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl). La modifica di legge proposta prevede un divieto delle clausole di imposizione dei prezzi contenute nelle condizioni commerciali generali dei gestori di piattaforme online nei confronti di strutture alberghiere, ovvero delle cosiddette clausole di parità tariffaria. Queste clausole vincolano le strutture alberghiere a non offrire, tramite nessun altro canale di vendita, le proprie camere a prezzi più convenienti o per lo meno a non offrire sul proprio sito internet un prezzo inferiore rispetto a quello indicato nella piattaforma di prenotazione online.

Utilizzando piattaforme di prenotazione online le strutture alberghiere beneficiano di un maggiore raggio d’azione e di buona visibilità. Ciò permette loro di accedere più agevolmente a nuovi mercati. Tuttavia è nata anche una forte dipendenza delle strutture alberghiere da queste piattaforme. Per il Cantone dei Grigioni, dove la creazione di valore aggiunto dipende in misura importante dal turismo, è importante fermare questa evoluzione pericolosa. Di conseguenza il Governo sostiene il progetto di legge. Tuttavia ritiene che la proposta non basti, in quanto essa riguarda solo l’imposizione dei prezzi. Nella prassi purtroppo si riscontra che spesso le piattaforme di prenotazione online utilizzano mezzi indiretti per esercitare pressioni sugli operatori turistici. Tra questi rientrano ad esempio un ranking nei motori di ricerca od obblighi inerenti la disponibilità e simili. Anche simili clausole di parità di condizioni sono discriminatorie e producono distorsioni della concorrenza. Pertanto anche queste devono essere escluse.

Procedure di consultazione del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca.