Il 25 agosto 2021 il Consiglio federale ha definito i parametri per un controllo degli investimenti esteri. Il progetto, teso ad attuare la mozione Rieder «Proteggere l’economia svizzera con controlli degli investimenti» (18.3021) verrà probabilmente posto in consultazione entro fine marzo 2022. Finora il Consiglio federale si è sempre detto contrario a tale misura, in quanto il rapporto costi-benefici non risulterebbe favorevole e la legislazione in vigore è giudicata sufficiente.

Esercitare una politica aperta nei confronti degli investimenti esteri è di fondamentale importanza per la nostra piazza economica e, di conseguenza, anche per il benessere della popolazione residente in Svizzera. Ciò garantisce alle imprese elvetiche un sufficiente afflusso di capitali e competenze, che contribuiscono alla creazione di valore nonché al mantenimento di posti di lavoro.

Come emerge dal rapporto «Investimenti transfrontalieri e controlli degli investimenti», realizzato in adempimento dei postulati 18.3376 Bischof e 18.3233 Stöckli, secondo il Consiglio federale il rapporto costi-benefici di un controllo degli investimenti non risulterebbe favorevole e il quadro giuridico attuale sarebbe sufficiente.

Per queste ragioni, il Consiglio federale si preoccupa di assicurare che il meccanismo di controllo degli investimenti non vada a minare né l’apertura né l’attrattività della Svizzera verso gli investimenti esteri e di garantire che i controlli siano compatibili con gli obblighi internazionali del nostro Paese.

Possibili rischi o minacce

L’obiettivo dei controlli è evitare possibili rischi e minacce per l’ordine pubblico o la sicurezza derivanti dall’acquisizione di imprese svizzere da parte di investitori esteri. Inoltre, mira anche a impedire significative distorsioni della concorrenza a seguito di rilevamenti da parte di attori esteri statali o parastatali.

Per il Consiglio federale tra i rischi e le minacce principali rientrano:

  • scomparsa di un’impresa che fornisce una prestazione indispensabile non sostituibile in breve tempo;
  • dipendenza critica delle autorità federali da fornitori di sistemi informatici fondamentali per la sicurezza;
  • dipendenza critica delle infrastrutture spaziali internazionali di cui fa parte la Svizzera da fornitori di parti essenziali;
  • accesso di malintenzionati a una grande quantità di dati personali degni di particolare protezione;
  • dipendenza critica dell’esercito svizzero da fornitori di parti di armamenti essenziali;
  • significative distorsioni della concorrenza dovute all’acquisizione di un’impresa da parte di un investitore estero statale o parastatale.

Investitori statali o parastatali

I principali rischi potrebbero provenire da investitori attivi in ambito statale. Per questo motivo, le acquisizioni da parte di investitori esteri statali o parastatali dovranno poter avvenire solo dopo essere state notificate e autorizzate. Per quanto riguarda gli investitori esteri privati, si dovrà definire quali settori sottostanno al predetto obbligo.

L’obbligo di notifica si applicherà agli investimenti che implicano l’acquisizione del controllo di un’impresa svizzera. Nel testo sottoposto a consultazione verranno proposte alcune varianti alla definizione di «impresa svizzera», che si differenziano principalmente per la classificazione di una succursale svizzera di un gruppo estero come impresa svizzera o meno.

Procedura di valutazione a due fasi da parte della SECO

La valutazione del rilevamento avverrà in due fasi. Nella prima, di durata più breve, si valuterà se sia necessario avviare una procedura di autorizzazione approfondita. Nel caso in cui non si sospettasse alcun potenziale rischio per l’ordine pubblico o la sicurezza né una significativa distorsione della concorrenza, la procedura approfondita non verrà avviata e si potrà procedere alla cessione.

I controlli degli investimenti e il coordinamento con gli altri uffici competeranno alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO). Se nel corso della procedura di autorizzazione approfondita gli uffici coinvolti si trovassero in disaccordo o se rifiutassero l’autorizzazione all’unanimità, la decisione finale spetterà al Consiglio federale.

Il progetto conterrà inoltre una disposizione che permetterà la cooperazione con altri Stati e l’esenzione reciproca dai controlli. Il controllo degli investimenti verrà inserito in una nuova legge federale indipendente.