Il Governo non ha dato seguito a un ricorso di vigilanza presentato nei confronti del Dipartimento infrastrutture, energia e mobilità (DIEM) da un’impresa edile coinvolta nei procedimenti della COMCO. L’impresa edile ha censurato le pressioni alle quali sarebbe stata sottoposta affinché concludesse un accordo transattivo nel quadro dei colloqui relativi alla regolazione delle rivendicazioni di diritto civile e in materia di appalti del Cantone e il fatto di essere stata esclusa ingiustamente da commesse future del Cantone per non aver concluso un tale accordo.

In qualità di principale parte danneggiata dal cartello relativo alle costruzioni stradali accertato dalla COMCO, il Cantone dei Grigioni ha condotto trattative riguardo ad accordi transattivi con le imprese coinvolte attive nel settore delle pavimentazioni stradali. Lo spunto per avviare colloqui in vista di una transazione è stato costituito dall’invito rivolto dalla Segreteria della COMCO alle imprese di regolare con il Cantone i rapporti di diritto civile e in materia di appalti quale conseguenza di presunti accordi cartellari contrari al diritto della concorrenza. La COMCO ha fatto osservare che un tale accordo stip

ulato con la parte lesa potrebbe avere un effetto di riduzione della multa per l’autore. Il Governo ha accolto con favore l’iniziativa della COMCO e ha incaricato il DIEM di procedere insieme al Dipartimento delle finanze e dei comuni (DFC) a dei colloqui in vista di una transazione.

Allo stesso tempo è stato possibile creare i presupposti per una concorrenza funzionante anche in futuro riguardo agli appalti concernenti prestazioni edili.

Successo per gli accordi transattivi
Il Cantone ha stipulato accordi transattivi con quindici imprese. In questo modo è stato possibile evitare anni di procedimenti onerosi e comunque compensare i danni prodotti. Allo stesso tempo è stato possibile creare i presupposti per una concorrenza funzionante anche in futuro riguardo agli appalti concernenti prestazioni edili.

Procedimento nei confronti della KIBAG Bauleistungen AG
Sulla base del diritto cantonale in materia di appalti, ogni impresa con la quale non è stato possibile concludere un accordo per il risarcimento dei danni è stata esclusa per un periodo determinato da futuri appalti del Cantone. L’impresa ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo contro questa esclusione, il procedimento è pendente. Allo stesso tempo essa ha inoltrato un ricorso di vigilanza al Governo. A titolo di motivazione essa ha spiegato di aver subito forti pressioni dal DIEM affinché concludesse un accordo transattivo e di essere stata esclusa da future commesse del Cantone per non aver concluso un tale accordo.


Il Governo è giunto alla conclusione che il mandato legale sia stato soddisfatto e che siano stati intrapresi i passi giuridici necessari previsti dalla legislazione cantonale e federale.

Il Governo non dà seguito al ricorso di vigilanza presentato dall’impresa edile
Il Governo è giunto alla conclusione che il mandato legale sia stato soddisfatto e che siano stati intrapresi i passi giuridici necessari previsti dalla legislazione cantonale e federale. Le violazioni del diritto censurate dalla ricorrente sono già state o avrebbero potuto essere presentate alle istanze ordinarie competenti. Le decisioni sono ancora pendenti. Il rimedio giuridico del ricorso di vigilanza si applicherebbe esclusivamente nel caso in cui contro la violazione del diritto censurata non fosse a disposizione alcun rimedio giuridico ordinario o straordinario (sussidiarietà). Poiché la KIBAG Bauleistungen AG non è stata in grado di dimostrare questo fatto, così come non ha potuto dimostrare una violazione del diritto materiale o procedurale rilevante dal punto di vista del diritto di vigilanza nonché il mancato rispetto di importanti interessi pubblici, e poiché ciò non risulta nemmeno evidente, non si deve dare seguito al ricorso di vigilanza.