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    La promozione del plurilinguismo in seno all’Amministrazione federale è sulla buona strada

    Nella seduta del 20 dicembre 2019, il Consiglio federale ha preso atto del rapporto di valutazione sulla promozione del plurilinguismo. Nel complesso, il bilancio del plurilinguismo istituzionale e individuale come pure del «capitale linguistico» disponibile è positivo. Tuttavia sono necessari ulteriori sforzi.

    Nuovi strumenti di governance hanno accompagnato i lavori della legislatura, hanno rafforzato il carattere trasversale e la comparabilità delle misure, hanno permesso di ottenere una miglior conoscenza delle competenze linguistiche del personale. Tramite indicatori e una griglia di criteri di valutazione (progetto modello d’impatto) è stato possibile strutturare le misure secondo le disposizioni vigenti. Lo strumento di autovalutazione delle competenze linguistiche individuali (progetto valutazione delle competenze linguistiche ECL), introdotto nel 2018, ha permesso di fornire nuovi dati interessanti sul personale. Ne risulta un quadro più completo, che consente di rispondere in modo preciso e differenziato alle questioni di politica linguistica in seno all’Amministrazione federale.

    Grazie a questi dati, per la prima volta è possibile misurare se i requisiti dell’ordinanza sulle lingue (OLing) sono rispettati e pianificare adeguatamente gli sforzi necessari a medio termine per colmare le lacune. In generale, i quadri intermedi con funzioni dirigenziali (classi di stipendio da 24 a 29) dovranno fornire lo sforzo maggiore. Parimenti, per la prima volta le conoscenze registrate in tal modo mostrano l’estensione del «capitale linguistico», patrimonio a disposizione del datore di lavoro. Sommando la prima lingua alle competenze di buon livello che gli altri locutori hanno della stessa lingua, si constata che i collaboratori dell’Amministrazione federale forniscono un importante contributo plurilingue (lingue e classi di stipendio senza distinzioni).

    Come auspicato dal Parlamento, i dati concernenti la rappresentanza delle comunità linguistiche sono pubblicati in modo dettagliato sull’arco del decennio 2008–2018. L’estensione di questa serie di dati contribuisce a conoscere meglio il problema esaminato e migliora l’interpretazione dei risultati come pure delle variazioni. Tali dati mostrano che, nell’insieme, i valori di riferimento dell’OLing per una rappresentanza linguistica equilibrata sono stati raggiunti, considerando le classi di stipendio senza distinzioni. La percentuale di germanofoni è tendenzialmente in diminuzione (dal 72,6 al 70,8 %), mentre quella dei francofoni è in aumento (dal 20,4 al 22,1 %). La rappresentanza della comunità italofona (dal 6,7 al 6,6 %) rientra negli obiettivi dell’OLing. La rappresentanza romancia registra una lieve progressione (dallo 0,3 allo 0,4 %), collocandosi leggermente al di sotto della percentuale minima secondo l’OLing.

    I dati del periodo 2008–2018 indicano anche i Dipartimenti che registrano la percentuale più elevata di germanofoni nelle classi di stipendio 34–38: DFGP (dall’86,8 al 100 %), DDPS (dall’80,6 al 78,8 %), DFI (dal 60 al 77,8 %) e DFF (dall’89 al 72,9 %). Sempre nelle classi di stipendio 34–38, il DFI, il DFGP, il DDPS, il DFF e il DATEC non registrano alcun rappresentante della comunità italofona né della comunità romancia.

    Inoltre, il rapporto presenta le misure adottate dai Dipartimenti e dalla Cancelleria federale nel periodo 2015–2019, le prospettive per il periodo 2020−2023 come pure i dati 2008-2018 relativi alla rappresentanza delle comunità linguistiche nei Dipartimenti e nelle unità amministrative. Gli scarti rispetto ai valori di riferimento dell’OLing sono in parte ancora notevoli.

    Le raccomandazioni riguardano in particolare la formazione linguistica, il reclutamento del personale e iniziative di sensibilizzazione di carattere generale.

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