Navigazione sul Lago Maggiore: il personale SNL chiede il passaggio alle FART e il ritiro delle misure contro cinque dipendenti

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L’assemblea del personale vota: via le misure contro i cinque dipendenti

Una risoluzione chiara e decisa. I lavoratori della Società Navigazione del Lago di Lugano (SNL) impiegati sul Lago Maggiore si sono riuniti in assemblea e hanno espresso con un voto la loro posizione sul futuro del servizio di navigazione sul Verbano. Al centro della contestazione, una vicenda che ha scatenato forte indignazione tra il personale: lunedì 28 settembre, cinque collaboratori si sono visti prospettare un’alternativa ritenuta inaccettabile — firmare una disdetta consensuale del rapporto di lavoro oppure accettare il passaggio da dipendenti fissi a stagionali.

Per i sindacati SEV, UNIA e OCST, che sostengono i lavoratori in questa vertenza, si tratta di misure ritorsive da ritirare senza condizioni. La risoluzione approvata in assemblea va esattamente in questa direzione: richiesta immediata di revoca dei provvedimenti nei confronti dei cinque colleghi coinvolti.

La transizione verso le FART: una priorità per i dipendenti

Oltre alla questione disciplinare, la risoluzione affronta un tema strutturale che preoccupa l’intero comparto: il futuro della navigazione sul Lago Maggiore e il trasferimento del servizio alle Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi (FART). Questo passaggio, che secondo le previsioni avrebbe dovuto concretizzarsi entro dicembre, è ancora avvolto nell’incertezza.

I lavoratori chiedono che la SNL e il suo Consiglio di amministrazione assumano un atteggiamento responsabile, collaborando attivamente per garantire una transizione ordinata verso le FART — una transizione che includa l’intero personale attualmente impiegato sul Verbano. Non si tratta solo di un auspicio: il documento approvato in assemblea rivolge un appello esplicito anche al Cantone affinché svolga un ruolo di mediatore, favorendo la ripresa dei lavoratori da parte del nuovo operatore.

Il ruolo dei sindacati nelle trattative future

Un altro punto qualificante della risoluzione riguarda il mandato affidato ai sindacati. I lavoratori chiedono alle organizzazioni SEV, UNIA e OCST di avviare quanto prima un tavolo negoziale con le FART, futuro datore di lavoro, per definire condizioni contrattuali adeguate. Il riferimento è alle condizioni di lavoro vigenti nelle altre compagnie di navigazione svizzere, indicate come standard da raggiungere e non da svalutare.

Angelo Stroppini, segretario del sindacato SEV, ha ribadito ai microfoni della RSI che i dipendenti — dopo aver ascoltato la presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti — hanno scelto la strada della chiarezza: nessuna accettazione delle misure contestate, e al tempo stesso una visione costruttiva sul futuro, centrata sul passaggio ordinato alle FART di tutto il personale e dell’intero servizio lacustre.

La replica della SNL: accuse respinte al mittente

La Società Navigazione del Lago di Lugano non ha accettato in silenzio le critiche. Attraverso il proprio portavoce, Sergio Savoia, l’azienda ha respinto con fermezza ogni accusa, parlando di una vera e propria campagna orchestrata per screditarla e farle pressione.

Savoia ha ricordato che la SNL opera da anni in collaborazione con un partner internazionale italiano, con un contratto attivo fino al 2046 — altri vent’anni di impegno sul bacino del Verbano. Secondo la società, la responsabilità della navigazione sull’intero lago è in capo al partner italiano, e spetterebbe a quest’ultimo segnalare eventuali disservizi. I problemi sollevati, ha sostenuto il portavoce, sarebbero questioni di scarsa rilevanza, strumentalizzate per denigrare un’azienda che dal 1848 svolge questo servizio per il Cantone Ticino.

«Non c’è nessun altro in questo Cantone che lo sa fare meglio di lei», ha dichiarato Savoia, difendendo la reputazione e l’esperienza storica della SNL.

Un cantiere aperto: il Cantone chiamato a fare la sua parte

La situazione rimane fluida. Da un lato, i sindacati e il personale che premono per soluzioni concrete a tutela dell’occupazione. Dall’altro, un’azienda che si sente sotto attacco e rivendica la legittimità del proprio operato. In mezzo, il Cantone Ticino, chiamato da più parti a svolgere un ruolo attivo.

  • La presidente del Consiglio di Stato Carobbio Guscetti ha già espresso pubblicamente la richiesta alla SNL di un «atto di responsabilità».
  • I Comuni coinvolti chiedono chiarezza sul futuro del servizio di navigazione.
  • I sindacati vogliono certezze sui posti di lavoro prima che il passaggio alle FART diventi operativo.

Sul piano giuridico, la questione si complica ulteriormente: la SNL ha presentato un ricorso contro la decisione cantonale di affidare alle FART il servizio di navigazione tra Locarno, Tenero e Magadino, sostenendo che una concessione non può essere trasferita a terzi in questo modo.

Una vertenza che intreccia lavoro, politica e diritto

Quella che emerge da questa vicenda è una vertenza complessa, in cui si intrecciano diritti dei lavoratori, interessi aziendali, decisioni politiche e questioni legali. La navigazione sul Lago Maggiore non è solo un servizio di trasporto: è un pezzo di storia economica e infrastrutturale del Ticino, e il suo futuro assetto avrà conseguenze durature su decine di famiglie e su un territorio che guarda con attenzione a ogni sviluppo.

Nelle prossime settimane si capirà se il dialogo tra le parti riuscirà ad aprirsi davvero, o se la tensione — già alta — rischia di sfociare in uno scontro ancora più aperto. Il personale ha detto chiaramente da che parte sta: vuole garanzie, vuole continuità, vuole rispetto.

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