L’iniziativa ha avuto come protagoniste le sculture che l’autore realizza con rami, tronchi, radici e ceppi rinvenuti sulle spiagge e sui greti dei torrenti.Presentate alla Biennale di Venezia nel 2017, dall’anno successivo queste creazioni sono al centro di «Forme sfuggenti», serie attiva in Svizzera, Principato di Monaco, Italia, Francia e Austria.Questa rassegna di shooting fotografici ambienta temporaneamente e ritrae le opere di Erminio Tansini in luoghi scenografici: siti archeologici, boschi, scogliere, corsi e specchi d’acqua, edifici monumentali e paesaggi montani.Proprio una location a oltre 2.800 metri di altitudine è stata scelta per l’83a tappa della serie: la Cima Garibaldi (Piz da las Trais Linguas/Dreisprachenspitze), vicino al confine tra Grigioni, Alto Adige e Valtellina.La scorsa estate altri due set fotografici di «Forme sfuggenti» erano stati allestiti sulle Alpi Retiche, rispettivamente in provincia di Bolzano e nel Tirolo del Nord: al Passo Pennes (Penser Joch) e al Passo del Rombo (Timmelsjoch), nel territorio di Sölden.In tutti e tre gli eventi la direzione dei servizi fotografici è stata affidata a Davide Tansini.

Immagine: scultura lignea di Erminio Tansini ripresa a Val Müstair (settembre 2021). Foto di Davide Tansini.

Staff “In arce”