L’accesso all’esercizio di una professione deve essere il più libero possibile. Per determinate professioni occorre però soddisfare alcune condizioni, in particolare per quanto riguarda le qualifiche, come nel caso di medici, psicoterapeuti o elettricisti. Il 20 novembre 2019 il Consiglio federale ha approvato il rapporto che esamina le condizioni di esercizio delle professioni, stando al quale non è necessario liberalizzare determinati settori. Negli ultimi anni il Consiglio federale non ha constatato un’iperregolamentazione.

Il rapporto «Conditions d’exercice des professions. Etat des lieux / Voraussetzungen zur Ausübung gewisser Berufe. Stand der Dinge») risponde alla volontà del Parlamento di ridurre la regolamentazione e la burocrazia per rendere più dinamica l’economia. In particolare analizza se, per poter esercitare, sono davvero sempre più numerosi i professionisti che devono aver svolto una determinata formazione e se tali esigenze ostacolano la crescita.

È vero che negli ultimi 15 anni sono state emanate nuove leggi (p. es. per psicoterapeuti o guide alpine), ma spesso semplicemente per sostituire direttive cantonali, senza introdurre nuove condizioni e contribuendo in tal modo a semplificare e aprire il mercato interno. Inoltre, tutte le regolamentazioni sono giustificate da un chiaro interesse pubblico.

Il Consiglio federale riconosce però che la decisione di regolamentare una determinata professione è dettata anche da considerazioni di natura politica e, pertanto, proporrà nuove condizioni di accesso solo se strettamente necessario. Esistono già strumenti appropriati, in particolare l’analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR) e il nuovo articolo 141 capoverso 2 lettera gbis della legge sul Parlamento, che incarica il Consiglio federale di illustrare come salvaguardare la responsabilità individuale e il margine di manovra dei privati interessati da una determinata normativa.

L’economia ha bisogno di condizioni quadro vantaggiose

Il Consiglio federale ribadisce l’importanza di una piazza economica sana e dinamica. Al momento nulla lascia presupporre che, nel caso delle professioni regolamentate, la Confederazione intervenga in modo eccessivo in settori che andrebbero lasciati al libero mercato.

Il rapporto è stato redatto dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) in adempimento al postulato 16.3754 depositato dal consigliere nazionale Philippe Nantermod. Il rapporto analizza il quadro legale delle professioni cosiddette «regolamentate», per le quali vigono particolari condizioni in materia di qualifiche professionali, e completa altri studi, in particolare il rapporto sul freno alla regolamentazione («Frein à la réglementation: possibilités et limites de différents modèles et approches / Regulierungsbremse: Möglichkeiten und Grenzen unterschiedlicher Ansätze und Modelle » in adempimento al postulato Caroni 15.3421, approvato dal Consiglio federale il 7 dicembre 2018.