Vendemmia 2025 nei Grigioni: un’annata anticipata tra siccità e crescita dei vigneti

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Una vendemmia storica: mai così presto nei Grigioni

Tra i filari di Malans, nell’azienda vitivinicola dei fratelli Liesch, gli ultimi grappoli di Malbec attendevano di essere raccolti. L’immagine racchiude in sé l’essenza di una stagione che ha scritto un piccolo record: per la prima volta nella storia recente, la vendemmia grigionese è iniziata già nel mese di agosto. Un evento senza precedenti, determinato da un’estate segnata dal caldo intenso e da una siccità prolungata che ha messo alla prova vignaioli e terreni.

Ueli Liesch, presidente di Graubünden Wein, non nasconde la sorpresa: “Non era mai accaduto prima. Le condizioni climatiche di quest’anno ci hanno spinto ad anticipare la raccolta in modo significativo”. Nonostante tutto, il bilancio complessivo resta positivo: le uve hanno maturato bene e la qualità è giudicata soddisfacente dagli addetti ai lavori.

Il cambiamento climatico come sfida strutturale

Dietro la soddisfazione per i risultati di questa stagione si celano però preoccupazioni concrete per il futuro. La siccità sempre più frequente costringe i viticoltori a ragionare in un’ottica di lungo periodo. I Grigioni sono stati in parte fortunati: gran parte dei suoli della regione possiede una buona capacità di trattenere l’acqua, il che ha attenuato gli effetti negativi della carenza idrica.

Ma questa non può essere considerata una garanzia permanente. “Se episodi di siccità intensa dovessero ripetersi con regolarità”, spiega Liesch, “prima o poi sarà indispensabile investire in sistemi di irrigazione”. Un passaggio che potrebbe rappresentare una svolta culturale e strutturale per un settore tradizionalmente abituato a fare affidamento sulle precipitazioni naturali.

Grigioni in controtendenza: i vigneti crescono

In un contesto nazionale che vede le superfici vitate contrarsi, il canton Grigioni si distingue come un’eccezione virtuosa. Negli ultimi dieci anni, mentre il resto della Svizzera ha perso oltre 360 ettari di vigneti, la regione retica ne ha guadagnati circa sette. Una crescita contenuta in termini assoluti, ma significativa per le dimensioni di un territorio viticolo che rimane comunque di piccola scala.

Le ragioni di questo controtendenza si trovano in una combinazione di fattori:

  • La vocazione turistica della regione, che consente di vendere il vino direttamente agli ospiti nei molti rifugi, hotel e cantine aperte
  • Un posizionamento di mercato solido, con un’identità territoriale ben definita
  • La capacità di valorizzare la produzione locale come parte integrante dell’esperienza turistica

“Il turismo è un alleato fondamentale”, conferma il presidente di Graubünden Wein. “Ci permette di far conoscere i nostri vini a migliaia di visitatori ogni anno, trasformando la degustazione in un momento di scoperta del territorio”.

Consumi in calo in Svizzera, ma i vini grigionesi tengono

Il contesto generale del mercato svizzero del vino non è incoraggiante: rispetto al 2015, l’anno scorso i consumi nazionali sono diminuiti di ben 52 milioni di litri. Un calo strutturale che spinge molti produttori a ridurre le superfici coltivate o a riconvertirsi.

Eppure, i vini grigionesi sembrano andare in direzione opposta: nell’ultimo anno ne sono stati venduti circa 70.000 litri in più rispetto all’anno precedente. Un risultato che testimonia la capacità del settore di intercettare una domanda selettiva e attenta alla qualità.

Sul tema del calo generalizzato dei consumi, Liesch preferisce evitare spiegazioni semplicistiche. La narrazione secondo cui sarebbero i giovani a bere sempre meno vino non lo convince del tutto: “Alla recente festa del vino abbiamo visto moltissimi ragazzi e ragazze partecipare con entusiasmo. Non direi che la gioventù ha abbandonato questa cultura”.

Cultura del vino: la scommessa del futuro

La vera questione, secondo il presidente di Graubünden Wein, è più ampia e riguarda un cambiamento nei comportamenti collettivi. “La società nel suo insieme consuma meno alcol rispetto a trent’anni fa”, osserva Liesch. Un fenomeno trasversale alle generazioni, che non riguarda soltanto i giovani ma riflette un’evoluzione culturale profonda.

Di fronte a questo scenario, la risposta del settore non può essere solo produttiva. Occorre lavorare sulla narrazione, sul valore simbolico e culturale del vino come espressione di un territorio e di una tradizione. “Dobbiamo riuscire a trasmettere la passione per questo mondo”, dice Liesch. “Le storie, i sapori, i luoghi: tutto ciò che rende una bottiglia qualcosa di più di una semplice bevanda”.

Ogni vendemmia è una storia a sé

La vendemmia 2025 nei Grigioni rimarrà nella memoria per il suo inizio anticipato, per le sfide poste dal clima e per la qualità comunque soddisfacente delle uve raccolte. Ma rappresenta anche un momento di riflessione per un intero comparto: come adattarsi ai cambiamenti climatici, come mantenere la competitività in un mercato in contrazione, come trasmettere alle nuove generazioni il valore di una tradizione secolare.

Le risposte non arriveranno tutte in una sola stagione. Ma ogni anno, tra i vigneti di Malans e nelle cantine sparse per il cantone, il dialogo tra uomo, terra e clima continua a scrivere pagine nuove di una storia sempre diversa.

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