Il presidente del Consiglio degli Stati Jean-René Fournier (PPD/VS) è stato in visita ufficiale dall’8 all’11 ottobre in Azerbaigian e dal 12 al 19 ottobre in Russia. È stato ricevuto dal presidente del Parlamento azerbaigiano, dal presidente e dal ministro degli affari esteri dell’Azerbaigian, nonché dalla sua omologa russa Valentina Matvienko e dal presidente della Duma Viatcheslav Volodine.

In occasione dei colloqui ufficiali a Baku, Jean-René Fournier ha discusso del sostegno offerto dalla Svizzera a progetti di cooperazione tecnica bilaterale intesi ad aiutare l’Azerbaigian a diversificare la sua economia e a creare condizioni quadro finanziarie conformi agli standard internazionali. Intrattenendosi con i suoi interlocutori azeri, ha inoltre evidenziato la posizione geografica strategica dell’Azerbaigian in quanto «corridoio centrale» della Nuova via della seta tra la Cina e l’Europa. Attualmente l’Azerbaigian investe molto nello sviluppo delle sue infrastrutture con la costruzione del nuovo porto di Baku e la messa in esercizio della linea ferroviaria Baku – Tbilisi (Georgia) – Kars (Turchia). Sul piano bilaterale, il presidente Alivey ha sottolineato che i due Paesi intrattengono contatti regolari e collaborano attivamente in seno alle istituzioni di Bretton Woods, di cui sono membri dello stesso gruppo di voto, come pure nell’ambito di progetti di cooperazione tecnica.

In occasione del suo viaggio, Jean-René Fournier ha visitato un centro finanziato dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) che aiuta le donne socialmente sfavorite a integrarsi nel mercato del lavoro. Fournier ha inoltre fatto visita alle sedi di produzione delle imprese svizzere Holcim e Sika in Azerbaigian e ha avuto modo di intrattenersi con i loro responsabili in merito alla fabbricazione di prodotti sul posto, alla formazione della manodopera e alle sfide e opportunità del mercato nel Caucaso meridionale.

Il presidente Fournier si è recato in Russia dando seguito all’invito della presidente Matvienko dopo la sua visita di lavoro dello scorso 28 giugno a Berna. Questa visita ufficiale si iscrive nel quadro di un memorandum d’intesa firmato nel 2013 fra il Consiglio degli Stati e il Consiglio della Federazione di Russia riguardante l’estensione della collaborazione tra le due Camere.

A Mosca, il presidente del Consiglio degli Stati è stato ricevuto da Valentina Matvienko, presidente del Consiglio della Federazione di Russia, la Camera alta del Parlamento russo, e da Viatcheslav Volodine, presidente della Duma, la Camera bassa russa. Lo stato delle relazioni bilaterali, il mandato di potenza protettrice assunto dalla Svizzera, che rappresenta gli interessi russi in Georgia e viceversa, nonché il conflitto in Ucraina sono stati gli argomenti affrontati, in modo aperto, durante gli incontri.

La visita ufficiale in Russia del presidente del Consiglio degli Stati ha permesso di proseguire un dialogo allargato con i presidenti delle due Camere russe e di rammentare quella che è la posizione ufficiale della Svizzera per quanto riguarda il conflitto ucraino, ma anche di far passare dei messaggi legati al suo mandato di potenza protettrice nelle relazioni Russia-Georgia. Tanto la presidente del Consiglio della Federazione quanto il presidente della Duma di Stato hanno ringraziato la Svizzera per il suo ruolo nel mantenimento del dialogo fra la Russia e la Georgia.

L’incontro fra il presidente Fournier e il governatore della città di San Pietroburgo Alexandre Beglov è sfociato nella proposta di istituire un gruppo di lavoro fra il responsabile degli affari esteri e il Console Generale di Svizzera a San Pietroburgo, nell’intento di fornire un sostegno alle aziende svizzere che intendono insediarsi sul mercato russo.

Inoltre, il presidente del Consiglio degli Stati ha incontrato a Mosca il patriarca Cirillo della Chiesa ortodossa russa. In quell’occasione, il patriarca ha espresso i propri timori riguardo alla situazione della Chiesa ortodossa in Ucraina, che ha ottenuto da Costantinopoli la propria autonomia nei confronti di Mosca, creando in tal modo due gruppi di ortodossi in Ucraina.