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    “Grigioni Italiano al voto.” Ne parliamo con Giovanni Jochum, candidato PLD

    I liberali per il circolo di Poschiavo

    La Valposchiavo non è sulla strada – al contrario. È la valle più meridionale del Grigioni, si sviluppa su soli 25 chilometri, dalla scintillante catena del Bernina fino ai vigneti della Valtellina, e non ha alcun collegamento diretto con le altre valli (Valle Mesolcina, la Val Calanca, la Val Bregaglia e Bivio) che compongo il Grigione Italiano. Chi desidera visitare la Valposchiavo deve infatti intraprendere ‘un lungo viaggio’ tra una moltitudine di bellezze naturali e piccole cittadine piene di storia locale. In quanto valle remota, però, la Valposchiavo si trova a dover fronteggiare anche tanti dei problemi legati alla lontananza dai grandi centri.
    Del futuro della Valposchiavo, ne abbiamo parlato con Giovanni Jochum, candidato al Gran Consiglio per il Circolo di Poschiavo con il partito PLD.i liberali.
    Nato e cresciuto a Poschiavo, dove ha frequentato le scuole dell’obbligo, dopo aver conseguito la maturità al liceo di Zuoz, ha frequentato l’università di San Gallo, facoltà di economia e commercio e successivamente lavorato quale revisore per 2 anni a Zurigo presso la PWC. Dal 1993 al 2016 è stato attivo presso la Forze Motrici Brusio, Rätia Energie, Repower in varie funzioni, nonché membro del comitato direttivo e responsabile del trading per il gruppo e vendita per la Svizzera e la Romania. Nel 2017 ha costituito la PKF Bernina AG, società di consulenza aziendale e di revisione, di cui è presidente.
    In Val Poschiavo si registra una decrescita demografica. A sud del Bernina la popolazione invecchia. Per gli amministratori i numeri demografici sono moniti per mettere a punto strumenti e investimenti per attirare nuovi cittadini e nuove famiglie. Quali rimedi concreti ritenete fattibili?
    Lo sviluppo demografico della Valposchiavo è simile a quello di tante altre valli grigionesi. In alcune di esse la tendenza all’invecchiamento e alla diminuzione della popolazione è ancora più evidente che in Valposchiavo. La popolazione invecchia anche la livello svizzero e crea problemi finanziari alle assicurazioni sociali, l’AVS e alle casse pensioni.
    Inoltre c’è una pressione generale a voler concentrare sempre di più le attività in centri cantonali e centri regionali. Per il Cantone dei Grigioni si parla di Coira e della Valle del Reno grigionese e per la nostra regione di un centro regionale a Samedan. Poschiavo e Samedan sono a soli 40 Km di distanza, ma di mezzo c’è il passo del Bernina. Per questo motivo è importante poter mantenere le infrastrutture e i servizi il più possibile in valle. Penso in primo luogo al centro sanitario con le sue ottime prestazioni e alle scuole, inclusa la scuola professionale (questi due prestatori di servizi sono anche tra i maggiori datori di lavoro in valle), alle infrastrutture culturali e sportive. Senza queste infrastrutture o se esse dovessero ridurre in modo significativo le loro prestazioni, l’invecchiamento della popolazione subirebbe un’ulteriore impennata e sarebbe ancora più difficile attirare nuove famiglie e nuovi imprenditori nella nostra regione.
    Servono inoltre condizioni quadro favorevoli al mantenimento delle società e imprese già presenti e se possibile, all’insediamento di nuove attività. Per questo si devono ridurre a un minimo indispensabile i cavilli burocratici, garantire vie di comunicazione sicure durante tutto l’anno, potenziare l’accesso alla trasmissione veloce dei dati, mettere a disposizione le zone industriali e artigianali necessarie e essere concorrenziali anche da un punto di vista fiscale.
    Sono comunque dell’avviso che l’invecchiamento della popolazione non vada visto solo come un problema. Grazie alla sanità ad altissimo livello che abbiamo in Svizzera la gente vive più a lungo e anche dopo la pensione rimane attiva per molti anni. Si possono e si devono sviluppare nuovi servizi e nuovi prodotti atti a soddisfare le necessità di questa cerchia di persone. Potranno, dunque, nascere nuove opportunità di lavoro anche per le nuove generazioni.
    È stata adottata negli ultimi anni una politica di misure correttive e tagli traversali mentre gli investimenti nella fascia produttiva non hanno dato i frutti sperati. Penso al caso della chiusura del Centro Tecnologico del Legno e la Scuola di Alta Cucina mai partita. È fondamentale prevedere strutture per i giovani, come appunto scuole e centri di formazione?
    Sono dell’opinione che il cantone e i comuni debbano principalmente occuparsi delle condizioni quadro e delle infrastrutture che non possono essere messe a disposizione dai privati. A livello cantonale abbiamo l’Ufficio dell’Economia e del Turismo che ha il compito di promuovere e sostenere lo sviluppo dell’economia dei Grigioni. È molto importante che si possano sostenere anche piccole iniziative nelle regioni periferiche e non pensare solo a grandi insediamenti in zone centrali. Va ricordato che nelle zone periferiche ogni singolo posto di lavoro ha una grande importanza. Inoltre ogni idea, ogni progetto ha un potenziale e rappresenta un’opportunità. Chiaramente queste vanno sviluppate su iniziativa privata, la mano pubblica può solo creare i presupposti favorevoli e nel limite delle proprie capacità sostenere gli iniziatori.
    È importante che si riescano a mantenere intatte le condizioni che favoriscono il rientro di giovani valposchiavini dopo la loro formazione professionale iniziata in valle e in molti casi proseguita e ultimata anche fuori cantone.
    Un ottimo livello di formazione è essenziale in tutto il cantone. Le professioni sono in continuo sviluppo e così devono essere anche gli istituti che formano i nostri giovani. Essi devono sapersi adattare velocemente alle richieste delle ditte e dei datori di lavoro sia a livello cantonale che federale.
    Negli ultimi anni si è registrato un buon numero di new entry, ovvero di naturalizzazioni, che va ad aumentare l’immagine di un cantone di per sé già molto eterogeneo. Come spiega questa tendenza? Cosa rende attrattiva la Val Poschiavo?
    Il cantone dei Grigioni è unico in Svizzera per il suo territorio e per le sue tre lingue ufficiali alle quali si aggiungono una grande quantità di dialetti locali. Grazie a questa multiculturalità e al turismo la nostra popolazione è abituata a confrontarsi con realtà diverse, è aperta al nuovo. Il nostro territorio, dove molta gente passa le proprie vacanze, si presta bene anche per insediarsi e lavorare. La qualità di vita, specialmente nelle zone periferiche dove la via da percorrere per andare al lavoro o a scuola è breve, è molto alta. Ci sono sempre più persone e famiglie giovani che apprezzano uno stile di vita meno frenetico e un ambiente più sano per crescere i propri figli.
    La Valposchiavo inoltre è molto attiva culturalmente, ci sono molte associazioni di svariato tipo e diverse iniziative imprenditoriali interessanti. Pur non avendo più un centro culturale, l’offerta di manifestazioni non è diminuita. Privati hanno messo a disposizione le loro case con delle belle corti e i giardini per teatri, concerti, mostre e proiezioni di film. Su iniziativa di alcuni giovani è nato l’openair di Cavaglia. Ci sono inoltre le varie associazione di musica, teatro, sportive, eccetera che offrono attività per tutti i gusti a giovani e meno giovani.
    Anche dal punto di vista imprenditoriale e economico la Valposchiavo è molto viva. Da una parte grazie ai maggiori datori di lavoro che mettono a disposizioni posti di lavoro interessanti e stimolanti e dall’altra anche grazie all’iniziativa dei singoli imprenditori che si rinnovano in continuazione. Il 100% Valposchiavo, un’iniziativa che coinvolge i produttori, chi elabora la materia prima, chi la confeziona, la distribuisce e la vende, i ristoranti che offrono piatti preparati con prodotti esclusivamente poschiavini, è un esempio di collaborazione che coinvolge diversi attori economici della nostra valle secondo il motto “l’unione fa la forza”. Sono convito che questo approccio sia quello giusto: lavorare insieme per una causa comune è sicuramente vincente.
    Abbassare le imposte o investire nei giovani? Due scelte incompatibili?
    No, proprio a livello cantonale i due obiettivi non sono incompatibili. La situazione finanziaria del Cantone è buona e non esclude a priori una eventuale riduzione del carico fiscale. Uno degli elementi per portare nuove famiglie e nuove aziende nel cantone o incentivare quelle già presenti a rimanere e a investire qui è proprio il carico fiscale. Il Cantone deve rimanere attrattivo da questo punto di vista. Se dei datori di lavoro presenti sul territorio cantonale dovessero abbandonarlo per motivi fiscali, sarebbe deleterio. Perderemmo posti di lavoro e gettito fiscale. Tutti noi paghiamo imposte e lo stato (comuni, cantoni, confederazione) ha l’obbligo di spendere i soldi nel migliore dei modi per adempiere ai compiti attribuitigli dalle leggi, dalla popolazione. Ogni spreco va eleminato.
    Tutto questo non significa non investire nei giovani, anzi, come già detto i giovani e la loro formazione rappresentano un tassello essenziale per lo sviluppo e il progresso del nostro paese. Ci sono degli esempi di ditte che hanno spostato o costituito la loro sede di produzione nelle vicinanze di istituti che formano i giovani nelle specifiche professioni da loro richieste.
    Anche in questo caso è importante non perdere di vista la situazione complessiva cantonale e regionale. Le nuove tecnologie permettono il dislocamento di posti di lavoro nelle periferie. Sono però necessari collegamenti veloci e affidabili per la trasmissione elettronica dei dati da una parte e personale qualificato dall’altra. La mano pubblica può investire nell’infrastruttura e nella formazione, l’iniziativa privata deve sviluppare le attività economiche che permettano una crescita aziendale e con questo uno sviluppo regionale proficuo.

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