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    “Grigioni Italiano al voto.” Ne parliamo con Peter Wellig

    02.05.2017

    Peter Wellig presidente del CdA dell‘Ente Regionale del turismo del Moesano e candidato PLR per il circolo Mesocco

    Unico cantone trilingue, il più grande per estensione geografica: i Grigioni sono un cantone diverso, ovvero insolito e straordinario. Diverso per bellezza naturalistica: 615 laghi che riempiono di blu le 150 valli, con boschi e pascoli verdi ma anche 900 vette. Diverso per quanto riguarda i mezzi di trasporto nelle valli e sulle montagne, colorate di rosso dai vagoni della Ferrovia Retica e di giallo dagli autopostali. Diverso perché diversificato internamente, sotto il profilo economico, culturale e politico, e sempre in una relazione estetica e funzionale specifica con il paesaggio circostante e le tradizioni.
    Però intanto la popolazione dei Grigioni non cresce, tanto che il cantone è quello con la minore densità di popolazione (quasi il 20 per cento degli abitanti ha più di 65 anni). Vicinanza con il Ticino, problemi di collegamento, necessità di potenziare la tecnologia: che ruolo giocano questi fattore affinché i Grigioni, e nello specifico i Grigioni italiano, possa continuare a brillare di luce propria?
    Ne abbiamo parlato con Peter Wellig (57 anni), candidato al Gran consiglio con il PRL per il circolo Mesocco. Sposato, e con due figlie ormai maggiorenni, presidente del CdA dell‘Ente Regionale del turismo del Moesano, Peter Wellig abita a San Bernardino, dove gestisce l’albergo di famiglia Bellevue e l’Ostello e Centro Nordico, quest’ultimo di proprietà del comune di Mesocco.
    Il problema dello spopolamento dei Grigioni Italiano, soprattutto nelle aree interne, è molto discusso. La vicinanza del Ticino, e di Bellinzona tra gli altri, può essere d’aiuto al Moesano per potenziare la propria attrattività?
    Il tema dello spopolamento delle regioni periferiche e delle valli esiste e non è facile da risolvere, anche se, pensando al Moesano e più in particolare alla Mesolcina, fortunatamente non ne siamo particolarmente toccati anzi soprattutto in bassa valle Mesolcina e anche in minima parte su fino a Mesocco la popolazione sta aumentando. Lo sviluppo urbanistico nel bellinzonese ed il conseguente aumento degli affitti, grazie anche ad una maggior attrattività della grande Bellinzona, sta convogliando nuovi abitanti nella nostra valle. La vicinanza con Bellinzona e l’ottima raggiungibilità sia con i mezzi pubblici che con le automobili facilità il tutto.
    E per le zone più interne e lontane dal Ticino, per il Mesocco ad esempio, cosa si può fare?
    Chiaramente migliorando e tutto quanto fa capo ad “internet” per quanto riguarda la tecnologia ed in particolar modo la rete, vedi fibra ottica, permetterebbe di aumentare la velocità e la quantità possibile di dati da inviare, questo su fino in fondo alla Calanca permettendo di poter lavorare e vivere in montagna  ed essere “connessi” con tutto il mondo alla pari di chi abita nei grandi centri. Incentivare ed agevolare la ristrutturazione di edifici esistenti per abitazioni primarie potrebbe essere anche un buon “mezzo” per promuovere le periferie. Ma non è facile. Purtroppo le grandi ed economicamente forti regioni della Svizzera sono poco dell’idea che le regioni periferiche vadano in ogni caso sostenute.
    Lei è anche albergatore e presidente del CdA dell‘Ente Regionale del turismo del Moesano: come può il turismo apportare maggiori contributi all’economia locale?
    Prendiamo il caso del San Bernardino: ha indubbiamente un notevole potenziale di miglioramento. Al sud delle Alpi è l’unica stazione che già offre in inverno la possibilità di praticare diversi sport legati alla neve in un ambiente alpino incantevole a più di 1600 m di altezza e dispone già ora di oltre 6000 posti letto. Bisognerà innanzi tutto trovare soluzioni al problema impianti della SBIT ed inoltre migliorare l’offerta alberghiera e della ristorazione. Il comune di Mesocco ha di recente iniziato a migliorare le attrezzature sportive di sua proprietà che si trovano a San Bernardino. Questa è la strada da percorrere. Il turismo nel Moesano ha buone possibilità di portare maggiori contributi all’economia della valle, importante però è che tutti gli attori coinvolti, comuni, ristoratori, aziende siano coscienti delle possibilità ed inizino a crederci, investendo nel settore. Per poter promuovere la nostra regione in maniera proficua bisogna poter disporre di più mezzi finanziari, mezzi che devono soprattutto venire dai comuni oltre che naturalmente dai diretti interessati!
    I Grigioni, ultimamente, hanno fatto parlare di se anche per un altro motivo, quello delle società “buca lettere”.
    Il danno d’immagine a mio modo di vedere non è così grave. Importante, ora che si sono organizzati maggiori e migliori controlli da parte dei vari uffici cantonali  e della polizia, è di continuare e non abbassare la guardia. In ogni caso penso se ne sia parlato troppo e a sproposito. Il mio atto parlamentare in gran consiglio dello scorso mese di giugno su questo tema era soprattutto indirizzato a voler chiedere maggiori controlli là dove queste società, ma non solo loro, abusavano e/o abusano tutt’ora del nostro sistema sociale (penso a disoccupazione, assicurazioni varie, assistenza giuridica).

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