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    Stefano Serafini, campione del Mondo di Trading 2017: non tutti bucalettere

    Società bucalettere in Svizzera
    Il problema è questo: ti aspetti una fabbrica e trovi solo una buca per le lettere, o un edificio che di buche per le lettere ne ha a decine. Dentro, non c’è nulla. Nessun dipendente, nessun personale. Eppure a quell’indirizzo, dietro quella targhetta, si registrano fatturazioni, si muovono capitali, si fanno affari. Queste “società bucalettere” erano, cinque anni fa, poco più del 20% delle 32.776 ditte iscritte al Registro di commercio, secondo la ricerca elaborata dalla Orel Füssli per conto del Tages Anzeiger. Il fenomeno di queste società fantasma – fantasma soprattutto per l’erario, che in Svizzera hanno soltanto la domiciliazione e, in molti casi, neppure la sede legale, non riguarda soltanto Zugo, Zurigo e Ginevra. A giugno dello scorso anno Peter Hans Wellig, granconsigliere supplente del Parlamento dei Grigioni ha denunciato il fenomeno delle “società bucalettere” nel Grigioni Italiano e nello specifico, in Mesolcina e Calanca, dove risiedono 8.500 abitanti e si trovano 3.700 società, delle quali 1.581 sono attive (il 43% del totale).
    Il fenomeno nei Grigioni Italiano
    Vuoti legislativi, norme sfuggenti, tassazione vantaggiosa e largo spazio alla ‘deregulation’ fanno dei Grigioni Italiano un ambiente ideale non solo per sani investimenti ma anche per società che intendono condurre pratiche di riciclaggio e frodi fiscali, se non addirittura favorire l’ingresso di capitali della criminalità organizzata transnazionale. L’intensificarsi dei controlli nel settore in Ticino dal 2014 ha certamente favorito l’acuirsi del fenomeno “società bucalettere” nel Moesano, zona off-shore della Svizzera, dove aprire e chiudere società è alquanto facile. Guardando i dati del Consiglio Federale Svizzero, nel 2013 le società trasferitesi dal Canton Ticino verso i Grigioni Italiani sono state 27 (79.4%), nel 2016 sono state 73 (80.2%) e nel 2017 58 (89.2%). Non solo. La regione del Moesano ha fatto anche registrare il tasso di fallimenti più alto del Cantone Grigioni, tanto da far parlare della regione come cimitero per le società, luogo dove le società vanno a morire e, in cambio, al fallimento seguono ottimi sussidi di disoccupazione (fino a 100.800 franchi svizzeri all’anno).
    Stefano Serafini, uno tra i tanti casi virtuosi
    Eppure, ci sono anche imprese sane nel Grigioni Italiano, lungo quella strada cantonale svizzera che da San Vittore porta al passo di San Bernardino. Molte di queste imprese sono fondate da ‘stranieri’, italiani, attratti da condizioni quadro favorevoli, che hanno decido di stabilirsi nei Grigioni dove sviluppare in toto le loro aziende o aprire filiali nella zona, comunque operando in Svizzera nel pieno rispetto delle leggi, ben più favorevoli allo sviluppo delle aziende rispetto a quelle dell’Italia. Queste aziende sane producono, lavorano sui cantieri e operano sul territorio, soprattutto nel campo dell’artigianato, commerciale e in quello della progettazione, sviluppando nuove iniziative utili per tutta la valle e il Cantone.
    Esempio virtuoso, tra tutti è quello di Stefano Serafini, italiano domiciliato nel Grigioni Italiano, precisamente a Roveredo. Giunto nel 2014 in Svizzera per lavorare per una società che è attiva nel campo della finanza, da alcuni mesi lavora per l’azienda londinese Method Investments nella qualità di consulente di trading algoritmico, ruolo nel quale eccelle, come comprovato dal fatto di aver vinto il Campionato del Mondo di Trading 2017. Partito da un capitale di 15 mila dollari, il Sig.Serafini è riuscito ad incrementare la somma iniziale con una crescita regolare durante l’intero anno, con picchi anche del 300%. Capace di programmare e anche studiare i mercati con un occhio accademico Serafini ha scelto il trading automatico per non essere influenzato emotivamente dai mercati. In altre parole a vendere e comprare in borsa, in maniera automatica, sono i computer che lui ha programmato. Raggiunto da grigioni-politica.ch al telefono, Serafini, per quanto critico del fenomeno ‘società bucalettere’ nei Grigioni è ben chiaro nei suoi apprezzamenti al Cantone, dove la regolamentazione normativa corrente permette alle sane società, anche piccole, di crescere e maturare, la gestione del risparmio non è vincolata e non ci sono eccessivi limiti legati al controllo del rischio.

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