Nell’ambito del procedimento penale «CH-Force/truffa dei prestiti» condotto dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC), il 3 febbraio 2021 le autorità svizzere e tedesche hanno svolto un’operazione coordinata e perquisito diverse sedi aziendali e domicili privati nei due Paesi.

In questo contesto il MPC conduce un procedimento penale per sospetto di truffa (art. 146 CP), di riciclaggio di denaro (art. 305bis CP) e di concorrenza sleale (art. 23 in c.d. con l’art. 3 cpv. 1 lett. b LCSl). Gli imputati in questo vasto complesso di procedimenti sono sospettati di aver arrecato, dal 2015 a oggi, danni patrimoniali per un totale di circa 10 milioni di CHF a migliaia di persone in cerca di credito. La fitta rete di società – finora se ne contano circa 90 – faceva presumibilmente capo a uno o più gruppi di persone fisiche operanti su scala internazionale.
In seguito alla decisione del Tribunale penale federale BG.2018.41-50 del 25 febbraio 2019 il MPC aveva assunto i procedimenti penali aperti in diversi Cantoni nella vicenda chiamata CH-Force/truffa dei prestiti.

La struttura molto vasta e complessa del modello aziendale accertato richiede misure ad alta intensità di lavoro e risorse, che non consentono però di garantire a priori il successo del procedimento penale. Vista l’esperienza del MPC nella lotta contro modelli truffaldini analoghi e il suo più facile accesso ai partner di cooperazione rilevanti per le indagini in Svizzera e all’estero, anche i Cantoni con unità investigative specializzate hanno chiesto ripetutamente al MPC di assumere i procedimenti in materia.

Il business model del «risanamento finanziario»
In base ai procedimenti penali assunti dai Cantoni, alle oltre 250 denunce pervenute finora e alle segnalazioni giunte all’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro MROS su intermediari finanziari sospetti, il MPC ha potuto individuare un «business model» applicato in modo sistematico. Il modello era rivolto finora soprattutto a persone alla ricerca di un prestito, che si trovavano in difficoltà finanziarie e cercavano fonti di credito in Internet. Qui trovavano società che promettevano loro l’intermediazione di un «risanamento finanziario». Per questo servizio gli intermediari chiedevano il versamento anticipato di una commissione. Dopo il pagamento indicavano di solito una società che avrebbe provveduto al risanamento finanziario. I richiedenti del credito venivano sollecitati dalla presunta società di risanamento a versare delle garanzie e pagamenti rateali. Il sospetto di reato sussiste perché, nonostante il pagamento di questi anticipi, le sedicenti società di risanamento non avrebbero fornito le loro prestazioni. In particolare i richiedenti del credito non hanno ricevuto i prestiti che erano stati loro prospettati da tali società di intermediazione e risanamento mediante pratiche presumibilmente truffaldine.

Perquisizioni domiciliari in Svizzera e in Germania
In oltre 30 località di diversi Cantoni della Svizzera tedesca e nella regione della Germania meridionale sono state condotte perquisizioni in domicili privati di imputati e in sedi aziendali di società coinvolte (cosiddetti partecipanti al procedimento penale). L’obiettivo principale era di raccogliere mezzi di prova.
L’operazione è stata condotta dal MPC in collaborazione con fedpol e diverse polizie cantonali e coordinata con le autorità della Germania meridionale, che conducono procedimenti penali sugli stessi fatti.

Il MPC ringrazia dell’ottima collaborazione le autorità partner tedesche, la fedpol e le polizie cantonali coinvolte.