L’11 giugno 2021 il Consiglio federale ha preso visione dei principali risultati del secondo rapporto di monitoraggio della SECO relativo all’obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti. I risultati confermano che finora l’obbligo è stato attuato in maniera efficiente e conforme alla legge. Dalle prime valutazioni, che hanno riguardato la fase introduttiva (da luglio 2018 fino alla fine del 2019), non sono emersi effetti significativi sulla disoccupazione né sull’immigrazione. Bisogna però considerare che si tratta di una misura strutturale relativamente recente, introdotta in una fase in cui il tasso di disoccupazione era modesto.

L’obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti è entrato in vigore il 1° luglio 2018. Il Consiglio federale ha suddiviso il mandato legale per la verifica dei suoi effetti (art. 21a cpv. 8 LStrI) in due parti: un monitoraggio (con presentazione di un rapporto annuale) e alcuni studi esterni per approfondire l’attuazione e l’efficacia dell’obbligo. Secondo il primo rapporto di monitoraggio della SECO, nel primo anno l’obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti è stato introdotto con successo. Il secondo rapporto, relativo al 2020, conferma un’attuazione efficiente e conforme alla legge e illustra i miglioramenti ottenuti già in fase esecutiva.
Ad esempio, nel periodo in esame le persone in cerca d’impiego hanno sfruttato maggiormente il vantaggio informativo e, nonostante la pandemia di coronavirus, la percentuale di collocamenti effettuati dagli URC è persino lievemente aumentata. Grazie a un’analisi del primo anno e mezzo alcuni studi esterni hanno recentemente permesso di individuare ulteriori margini di miglioramento.

Inoltre, altri due studi si sono concentrati in maniera approfondita sulla fase introduttiva dell’obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti e sui relativi effetti. In questa fase gli impieghi soggetti all’obbligo erano ancora relativamente pochi, sia perché in generale il tasso di disoccupazione era modesto sia perché il valore soglia a partire dal quale un genere di professione veniva assoggettato all’obbligo era elevato (8%).

Pertanto, la fase di introduzione dell’obbligo e l’obbligo in quanto misura nuova non hanno inciso in maniera significativa sulla disoccupazione e sull’immigrazione.

Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di elaborare insieme al Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e coinvolgendo i Cantoni e le parti sociali una sintesi dell’attuazione di tutte le misure adottate per promuovere il potenziale di manodopera residente e di sottoporgliela entro il primo trimestre 2024.

Il documento dovrà fornire una panoramica generale e illustrare in che modo le diverse misure adempiono gli obiettivi per la promozione del potenziale di manodopera residente e se sono necessari ulteriori provvedimenti.