Il fronte perturbato che ha raggiunto la Svizzera domenica sera sta avanzando verso est più velocemente di quanto previsto negli scorsi giorni.

Fig. 1: accumuli di precipitazione 24 ore (mm equivalenti in acqua) rianalisi Combiprecip di MeteoSvizzera.

Le precipitazioni più intense sono inoltre cadute più a ovest rispetto alle previsioni, con accumuli massimi fra le Alpi vodesi e la fascia prealpina fino alla Svizzera centrale, in parte a causa del carattere convettivo dell’evento.  Lo sbarramento sul versante sudalpino non è invece stato molto efficace: le correnti in quota non erano infatti particolarmente intense, mentre nei bassi strati il vento da nord si è già insinuato nelle valli nella mattinata di lunedì.

Fig. 2: accumuli di neve fresca in 24 ore stimati dall’algoritmo INCA.

Di conseguenza, gli accumuli di neve sulle montagne delle regioni allertate, sia a sud sia a nord delle Alpi, sono stati inferiori al previsto. Le soglie di allerta (30 cm di neve fresca in 18 ore sopra i 1600 m) sono superate solo localmente.

Fig. 3: misure della neve fresca in 24 ore (SLF)

Su buona parte del canton Ticino le precipitazioni si sono esaurite nel primo pomeriggio con l’entrata del vento da nord, mentre verso il sud dei Grigioni termineranno in serata. In Engadina e sul resto dei Grigioni le nevicate proseguiranno ancora per alcune ore, per poi esaurirsi completamente nelle prime ore di martedì. I quantitativi previsti sono in ogni caso modesti, perciò l’allerta per le forti nevicate è revocata lunedì alle 18.