Siamo ancora in inverno, e a ricordarcelo sarà il tempo meteorologico a partire da venerdì, quando una massa d’aria molto fredda raggiungerà le nostre regioni.

Già da qualche giorno la dinamica atmosferica ha reso possibile l’arrivo su parte dell’Europa di aria molto fredda proveniente da est. Sulla Russia è infatti presente un vasto anticiclone di origine termica, cioè dovuto essenzialmente al raffreddamento radiativo degli strati più bassi dell’atmosfera. Scorrendo sul fianco sudorientale di questo anticiclone, l’aria fredda ha raggiunto anche il Vecchio Continente. Le temperature misurate oggi alle ore 14 mostrano chiaramente la differenza di massa d’aria presente fra Europa nord-orientale e sud-occidentale.

Temperature al suolo misurate alle 13 UTC di martedì 9 febbraio 2021. Fonte: MeteoSvizzera.

Mentre domani il tempo a sud delle Alpi sarà caratterizzato da una circolazione depressionaria che sospingerà ancora verso le Alpi aria umida e relativamente mite, il versante nordalpino sarà raggiunto nei bassi strati atmosferici dall’aria fredda proveniente proprio da nordest. Aria che arriverà direttamente dalla Russia, scorrendo su territori in gran parte innevati e mantenendo gran parte delle sue caratteristiche di massa d’aria fredda. Il suo arrivo causerà un marcato rialzo della pressione atmosferica a nord delle Alpi, andando a creare un gradiente di pressione di 13-15 hPa fra Zurigo e Lugano. Questa differenza di pressione sarà alla base del vento da nord che da domani pomeriggio inizierà a soffiare sul versante sudalpino, dove l’effetto favonico limiterà tuttavia il raffreddamento. Nella giornata di giovedì, infatti, al Sud sono attese temperature massime fino a 14 °C.

Traiettoria della massa d’aria in arrivo a Zurigo alle diverse quote venerdì 12 febbraio alle 06 UTC. Le linee rosse mostrano l’aria che si sposterà nei bassi strati dalla Russia alla Svizzera, mentre l’aria che giungerà sul nostro Paese ad altitudini più elevate arriverà da nord e da nordovest. I pannelli di destra mostrano l’evoluzione temporale alle diverse quote nel dettaglio. Fonte: MeteoSvizzera.

L’animazione seguente mostra la temperatura e il vento a 950 hPa, che corrispondono a circa 600 metri di quota. Come si può vedere il grosso dell’aria fredda resterà sull’Europa orientale, ma il calo termico si avvertirà comunque in modo marcato anche sul nostro Paese.

Animazione di temperatura e vento a 950 hPa da martedì 9 febbraio a lunedì 15 febbraio previsti dal modello ad alta risoluzione del Centro Europeo. Fonte: MeteoSvizzera.

Come tipicamente accade in queste situazioni, lo spessore dell’aria fredda non sarà molto elevato e quindi essa non riuscirà a scavalcare le Alpi ma le aggirerà da est. Sulla pianura padana l’aria fredda arriverà infatti da est solo giovedì pomeriggio sotto forma di vento di bora, raggiungendo anche le nostre regioni da sudest. Passando sull’Alto Adriatico e sulla pianura essa si caricherà di umidità dando origine a qualche banco nuvoloso. Il sollevamento forzato sull’area prealpina fra Alto Piemonte e Ticino potrà anche dar luogo a qualche fiocco di neve. L’aria più fredda e umida raggiungerà quindi il Ticino da sud, mentre sul Lago Maggiore darà origine a un vento da sudovest (invernone).

Animazione di temperatura e vento a 900 hPa da mercoledì febbraio a domenica 14 febbraio previsti dal modello COSMO2E (run di controllo). Fonte: MeteoSvizzera.

Il raffreddamento è ben visibile nei radiosondaggi previsti sulla zona di confine da giovedì a sabato. Giovedì (sondaggio nero) la massa d’aria sarà ancora molto secca a causa del favonio, mentre venerdì (sondaggio verde) essa risulterà più umida e soprattutto molto più fredda. Il calo termico si verificherà nei bassi strati indicativamente sotto i 3000 metri (700 hPa) proprio a causa dell’aria fredda in arrivo da est, mentre l’umidità sarà maggiore un po’ a tutti i livelli: nei bassi strati a causa dell’arrivo dell’aria più fredda e umida da est, sopra i 500 hPa a causa del passaggio di un debole fronte caldo in quota. A 1500 metri si passerà dai circa 0 °C di giovedì ai circa -10 ° di venerdì.

Radiosondaggi simulati dal modello COSMO2E (run di controllo) sopra a Chiasso giovedì e venerdì alle 12 UTC. Fonte: MeteoSvizzera.

Sabato la massa d’aria sarà nuovamente più secca (sondaggio blu) e le temperature saranno diminuite anche negli strati atmosferici al di sopra dei 3000 metri. Anche negli strati più bassi si perderanno ancora un paio di gradi. In quota l’ondata di freddo sarà giunta al suo apice, in quanto già a partire da domenica le temperature sono previste in rialzo. Non così negli strati più bassi, dove l’aria fredda si adagerà e durerà più a lungo.

Radiosondaggi simulati dal modello COSMO2E (run di controllo) sopra a Chiasso venerdì e sabato alle 12 UTC. Fonte: MeteoSvizzera.

Spingendosi oltre, riuscirà qualche perturbazione atlantica ad arrivare sulle nostre regioni e a mettere a frutto l’aria fredda per produrre una nuova nevicata? L’ipotesi sembra piuttosto improbabile. Per la settimana prossima –infatti – il modello probabilistico dell’ECMWF delinea uno scenario in cui le Alpi si troveranno in un contesto anticiclonico. L’alta pressione principale si troverà sull’Europa settentrionale, mentre due zone di bassa pressione saranno presenti sull’Europa orientale e sull’Atlantico. Proprio quest’ultima cercherà di spostarsi verso est, ma al momento non pare spingersi fin sulle nostre regioni in quanto troverà la barriera anticiclonica. La mappa seguente mostra i fronti freddi (in blu) e i fronti caldi (in rosso) previsti dalle 50 simulazioni modellistiche del Centro Europeo per lunedì prossimo: l’attività frontale principale dovuta ai fronti freddi sarà relegata al Mediterraneo occidentale e alle coste atlantiche.

Fronti caldi (linee rosse) e fredde (linee blu) previsti dai 50 membri delle previsioni d’ensemble del modello probabilistico ECMWF. Le linee verdi e gialle denotano i fronti identificati dalla corsa operazionale o di controllo. Fonte: ECMWF.