Preannunciato con largo anticipo, il fronte freddo prosegue la sua rapida corsa verso sud. Dietro ad esso aria di origine artica sarà convogliata verso l’Europa centrale dando luogo a forti gelate estese. Agricoltori di mezza Europa monitorano preoccupati questa situazione, che potrebbe lasciare un segno indelebile in questo inizio di stagione vegetativa 2021. E neppure la Svizzera sarà risparmiata.

Ondate di freddo primaverili fanno parte del clima europeo e chiaramente anche della regione alpina. Bisogna però dire che il riscaldamento dovuto ai cambiamenti climatici, ben presente anche nei mesi primaverili, ha complicato le cose. Il periodo vegetativo negli ultimi decenni è anticipato di un paio di settimane: questo non ha fatto altro che prolungare il periodo di vulnerabilità della vegetazione rispetto alle ondate di freddo. Le piante germogliano in anticipo, e così aumenta la possibilità che esse subiscano le conseguenze di possibili ondate di freddo nei mesi tardo invernali fino a metà primavera circa. Nonostante un clima mediamente sempre più caldo, le ondate di freddo primaverili sull’Europa centrale rimarranno quindi un elemento critico per l’agricoltura di molti paesi.

Se le ondate di freddo sono comuni in questo periodo, perché tanta preoccupazione per l’evento previsto questa settimana? La risposta è semplice: la sua intensità. In effetti, dietro al fronte freddo che ci raggiungerà questa sera, affluirà direttamente dall’artico aria molto fredda. Pensate che durante lo scorso inverno non abbiamo avuto nessun evento con discesa di aria artica verso l’Europa centrale. Polare sì, ma mai artica. Il caso vuole che, dopo un periodo eccezionalmente caldo con giornate estive (le temperature hanno superato i 25 gradi) si torna a condizioni decisamente invernali.

La causa di questa discesa di aria molto fredda dall’artico è da ricercare nella posizione di due veri e propri “titani sinottici”. Una zona di bassa pressione a nord della Scandinavia e un robusto anticiclone centrato tra l’Islanda e la Groenlandia. Pensate che tra questi due sistemi, la differenza di pressione al suolo ha sfiorato i 100 millibar! La rotazione dei venti attorno a queste due strutture ha fatto sì che aria artica ha iniziato il suo lungo viaggio verso sud. Stazione di fine corsa: il Mediterraneo.

Fig. 1: Lotta fra “titani sinottici” e discesa di aria artica verso l’Europa centrale.
Avanzamento del fronte freddo lunedì 5 aprile durante la mattina. Le precipitazioni in forma liquida (pioggia, pioviggine) sono indicate in verde, quelle in forma solida (neve) in rosa. Fonte: MeteoSvizzera – NinJo

A nord delle Alpi le condizioni torneranno decisamente invernali, con la neve che farà capolino anche alle quote più basse. Con il passaggio del fronte freddo, previsto nella serata di lunedì, in poche ore le temperature caleranno di ben 10 – 14 gradi. Temperature degne di nota anche ad una quota di 5000 metri circa, dove i previsti -40 gradi (circa) rappresenterebbero un nuovo record per il mese d’aprile. Un record però che, anche se raggiunto, difficilmente verrà misurato dai nostri strumenti: l’arrivo dell’aria più fredda è infatti previsto per il mattino presto (all’incirca alle ore 6) di mercoledì, mentre i radiosondaggi di Payerne vengono eseguiti unicamente a intervalli definiti, a mezzanotte e mezzogiorno. Il valore record di -37.8 (3.4.1973) rischia di rimanere quindi negli annali. Per il nord delle Alpi altri record però non sono esclusi, come per esempio giornate di ghiaccio tardive (con temperatura massima giornaliera inferiore ai 0 gradi) per alcune stazioni di misura collinari.

A sud delle Alpi invece, almeno per le basse quote, l’effetto favonico mitigherà il drastico calo delle temperature. Il favonio non sarà caldo, infatti l’effetto “riscaldante” del fenomeno sarà contrastato dalle temperature molto basse della massa d’aria affluita a nord delle Alpi. Le temperature massime di domani mostreranno un calo di 4-5 gradi rispetto alle temperature odierne.

Fig 2: Temperature a una quota di 500 hPa (5000 metri circa) previste per mercoledì mattina alle 5 ora locale. La “bolla” di aria molto fredda, con valori anche inferiori ai -40 gradi, transita sopra la Svizzera. Quando in sala previsione i meteorologi previsori di “lunga” data esclamano: “una situazione del genere non l’ho mai vista”, la questione si fa interessante.

Finché il favonio sarà presente, esso favorirà il rimescolamento degli strati bassi e impedirà la formazione di inversioni sulle pianure con conseguente gelo al suolo. La notte su mercoledì sarà fredda e si avranno solo delle locali gelate, nelle zone dove il favonio si attenuerà temporaneamente. Le notti su giovedì e venerdì potranno essere invece più critiche, almeno dal punto di vista dell’agricoltura. Al momento si prevedono delle possibili temperature minime (a 5 cm dal suolo e non a un’altezza di 2 metri!) comprese tra -4 e -7 gradi. Mercoledì sera il vento da nord faticherà a lasciare le pianure, per questo motivo l’inizio della gelata sarà piuttosto tardiva nella notte su giovedì. Nella notte su venerdì invece, la gelata rischia di durare più a lungo. Nonostante temperature minime non più basse come quelle della notte precedente, la durata più prolungata del fenomeno rischia di avere effetti più marcati.

Fig. 3: Previsione della temperatura a 2 metri per la stazione di Stabio. Durante una notte serena nella semestre freddo, in assenza di vento, le temperature a 5 cm possono essere anche di 3 – 5 gradi inferiori.

L’intensità delle gelate menzionate sopra non raggiungerà valori record per il mese d’aprile, ma potrebbe comunque classificarsi tra gli eventi rari. Alcuni agricoltori si ricorderanno sicuramente le più recenti forti gelate per il mese di aprile, nel 2001 ma in particolare nel 2003.

Temperature minime a livello del suolo (5 cm) inferiori o uguali ai -6 gradi registrate nel mese d’aprile sul Piano di Magadino (dal 1958) e a Stabio (dal 1982). Da notare come il 2003, l’anno della prima estate canicolare per eccellenza, mostra un mese di aprile caratterizzato da forti gelate.

Ci aspetta dunque una settimana molto dinamica che ci impegnerà su più fronti anche in sala previsioni.