La moderata situazione di sbarramento che da venerdì mattina interessa il Sud delle Alpi ha dato origine a quantitativi di neve fresca inferiori alle attese, soprattutto alle quote più basse. Oltre i 600 – 800 metri sono caduti da 10 a 25 cm di neve fresca, ma più in basso solo pochi centimetri. Come spesso accade, ancora una volta la previsione del limite delle nevicate sul versante sudalpino è risultata tra le più difficili.

Temporali e nevicate

Cos’hanno in comune temporali e nevicate? Apparentemente nulla, ma per chi s’intende un po’ di meteorologia la risposta è forse più semplice: sono entrambi tra i fenomeni più difficili da prevedere, almeno per quanto riguarda la regione prealpina. Se mai ce ne fosse stato bisogno, un’ulteriore conferma della difficoltà nel prevedere il limite delle nevicate e l’entità delle stesse la natura ce l’ha data nell’evento di precipitazione tuttora in corso a sud delle Alpi. Ancora una volta il risultato finale è dipeso da tutti questi elementi: l’interazione dinamica tra la massa d’aria presente nelle nostre vallate e quella in arrivo dalle regioni a noi vicine, gli effetti termodinamici legati alla precipitazione, il profilo verticale di temperatura subito prima e durante l’evento, l’intensità della precipitazione. Per capire come questi elementi determinino la quota del limite delle nevicate, vi rimandiamo al nostro blog di ieri .

E qual è stato il risultato finale? Un limite delle nevicate un po’ più alto di quanto ci si aspettasse sulla base delle informazioni a disposizione durante la previsione. A proposito, cos’è il limite delle nevicate? Forse non tutti sanno che la definizione data da MeteoSvizzera a questo parametro è la quota alla quale la precipitazione cade 50 % sotto forma di pioggia e 50 % sotto forma di neve. Pertanto, il limite delle nevicate indicato nei nostri bollettini e nelle nostre allerte non va inteso come la quota alla quale si deposita la neve al suolo, trovandosi quest’ultima solitamente qualche centinaio di metri più in alto rispetto al limite indicato.

Le nevicate di ieri e di oggi

Torniamo alla situazione meteorologica recente. La situazione di sbarramento sul versante sudalpino è stata causata da una depressione secondaria che si è spostata dalle Baleari alla Corsica, dove resterà quasi stazionaria fino a domani. Le correnti da sud hanno sospinto verso le Alpi non solo umidità, ma anche aria un po’ più mite rispetto a quella che fino a ieri mattina stazionava sulle nostre regioni.

Animazione di geopotenziale (linee nere), temperatura (colori) e vento (barbule, per intensità > 20 nodi) a 850 hPa (circa 1500 m) sull’Europa centrale da venerdì mattina a domenica sera. La depressione sul Mediterraneo è ben visibile, così come la rotazione dei venti in senso antiorario attorno ad essa.

Le precipitazioni sono iniziate molto deboli alle prime luci dell’alba di venerdì; a causa della presenza dell’aria fredda affluita sulle nostre regioni nei giorni precedenti, esse sono cadute sotto forma di neve fino in pianura, sebbene in prossimità dei laghi e dei centri urbani, così come sulle regioni più meridionali, si sia trattato di neve molto bagnata. Come descritto nel blog di ieri, a partire da venerdì pomeriggio il limite delle nevicate sarebbe stato determinato dalla combinazione di due effetti diversi: da un lato l’arrivo di aria più mite sulle nostre regioni che ne avrebbe causato un rialzo, dall’altro la maggiore intensità delle precipitazioni che lo avrebbe mantenuto fino a basse quote. A conti fatti, possiamo dire che ha vinto l’effetto mitigatore dell’aria affluita da sudest, che ha determinato un graduale rialzo del limite delle nevicate fin verso 700 – 1000 metri a partire proprio dalle regioni più meridionali.

Si mostra l’andamento della temperatura e della precipitazione per due località alle basse quote del Sottoceneri (Lugano e Stabio) e per due del Sopraceneri (Magadino e Biasca). Anche considerando possibili differenze di temperatura dovute ad effetti locali, si nota che a Lugano si è mantenuta su valori più elevati rispetto alle altre località. Nelle due stazioni del Sottoceneri si nota una diminuzione della temperatura proprio in corrispondenza con l’intensificazione delle precipitazioni, effetto non così evidente nelle stazioni sopracenerine, dove l’intensità della precipitazione è stata generalmente inferiore. Nel Sopraceneri, però, le temperature al suolo un po’ più basse hanno favorito l’accumulo della neve sul terreno. Anche se le temperature non sono scese sotto gli zero gradi, di per sé sarebbero state sufficientemente basse per permettere una buona nevicata fino in pianura su tutto il versante sudalpino, tuttavia se anche a media quota fosse stata presenta aria sufficientemente fredda. A giocare il ruolo principale è stata però l’aria più mite arrivata in quota, che è andata a fondere parzialmente o del tutto i fiocchi di neve a quote inferiori ai 500 – 600 metri. Di conseguenza, i fiocchi hanno raggiunto la pianura fradici o addirittura misti a pioggia.

Temperatura e precipitazione a Lugano e Stabio

Con il passare delle ore l’aria mite sopraggiunta nel Sottoceneri si è spinta anche nel Sopraceneri, ad iniziare dal Locarnese e dal Bellinzonese, per poi raggiungere anche le vallate dell’Alto Ticino. Come conseguenza, gli accumuli di neve sono risultati più ingenti verso nord. La figura sottostante fornisce una panoramica della neve fresca caduta in 24 ore fino a sabato mattina alle 09.

Tra venerdì mattina e sabato pomeriggio oltre i 600 – 800 metri sono caduti da 10 a 20 cm di neve fresca, con delle punte locali di 25 cm. Più in basso sono stati misurati nelle valli superiori 5 – 10 cm, altrove solo pochi centimetri di neve bagnata.

E domani?
La depressione centrata sulla Corsica si colmerà solo lentamente nel corso di domenica, restando pressoché stazionaria. Essa convoglierà aria ancora umida e, a partire dalla prossima notte, lievemente più fredda verso il Sud delle Alpi, dove la debole situazione di sbarramento persisterà fin verso lunedì. Entro la fine dell’evento sono attesi ulteriori 10 – 25 mm di precipitazione, con altrettanti centimetri di neve fresca oltre gli 800 – 1000 metri circa. Nel corso di domenica il limite delle nevicate si abbasserà gradualmente fino a 400 – 700 metri, pertanto qualche centimetro di neve potrà cadere anche a quote collinari.

A causa delle nevicate previste fino a domenica sera, il livello d’allerta viene abbassato al grado 2.

Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera