Il nocciolo è in fiore da gennaio ad aprile, a volte può esserlo anche da dicembre in condizioni meteorologiche particolari. Il grado di allergia di questo tipo di polline è alto.

Il nocciolo è un arbusto alto fino a 5 m e ha amenti maschili lunghi da 3 a 10 cm. Sono gli amenti che rilasciano il polline. I fiori femminili sono poco appariscenti, presentano stigmi rossi ben visibili.

Il nocciolo sprigiona una grande quantità di polline a livello locale, come l’ontano, è una pianta anemofila, cioè tipo di piante che sono impollinate dal vento, devono quindi produrre grandi quantità di polline per garantire l’impollinazione.

Tornando al nocciolo, si tratta dei primi pollini dell’anno a scatenare i sintomi allergici, e considerato il periodo dell’anno, possono anche essere confusi con i sintomi del raffreddore.

Fig. 2: Concentrazioni di polline di nocciolo rilevate a Locarno-Monti dal mese di dicembre 2020.

In rosso le misure effettuate, la linea grigia continua la mediana della presenza di polline durante il periodo dal 1993 al 2017. La linea tratteggiata è il valore massimo rilevato dal 1993 al 2020. Sull’asse delle ascisse i mesi dell’anno. Su quella dell’ordinata a destra: in giallo i valori deboli, in arancione i valori moderati, in rosso i valori forti e in viola quelli molto forti. Sull’ordinata a sinistra le quantità di polline, numero di pollini misurati per metro cubo.

Questo tipo di polline può avere una reazione incrociata con il polline di ontano (presente anche questo attorno allo stesso periodo dell’anno) e con quello di betulla e di carpine.

Fig. 3: Concentrazioni di polline di ontano rilevate a Locarno-Monti dal mese di dicembre 2020.