Durante un inverno che ha segnato periodi freddi, ci troviamo in un anticipo di primavera decisamente mite e dai colori particolari.

Oltre alle temperature miti, che nelle Alpi segnano attualmente scarti dalla norma di oltre 10 gradi, i cieli di questa mattina avevano colorazioni di panorami marocchini, complice il carico di polveri sahariane portate dalle correnti sudoccidentali in quota.

Interessante il fatto che il mattino, malgrado cieli sereni, i solarimetri non registrassero soleggiamento, l’effetto filtrante delle polveri in sospensione limitava l’intensità della radiazione che raggiungeva il suolo sotto la soglia di 200W/m2, che per definizione segna la presenza del sole.

Fig. 1: Ceilometer CL31, Plot della riflessività sopra la stazione di Piotta, a sinistra una giornata con cieli sereni e limpidi, a destra dati odierni (23.02.2021) in presenza di polveri Sahariane nell’atmosfera.

La presenza di polveri del Sahara è nettamente visibile tramite i nefoipsometri  presenti presso alcune stazioni SwissMetNet, strumenti in dotazione alla rete di misura REGA. Nell’immagine sopra, fig.1, abbiamo messo a confronto due giornate presso Piotta, l’11 febbraio con cieli sereni e limpidi in presenza di vento, e le ultime 24 ore di osservazione.

Nella rappresentazione di sinistra si nota come la riflettività è molto bassa in situazione di cieli limpidi, mentre a destra i dati odierni segnano la presenza di particelle riflettenti, in questo caso polveri sahariane, nell’atmosfera.  Il grafico, che è da leggere nell’evoluzione del tempo sull’asse orizzontale, dimostra come le polveri sono arrivate dapprima ad alta quota, fra 3000 e 3500 metri, per poi distribuirsi nell’atmosfera formando uno strato dal suolo fino ad una quota di circa 3000 metri. La maggiore riflettività negli strati bassi che si nota prima dell’arrivo delle polveri in quota è dovuta alla caligine presente sul piano di Piotta in assenza di vento.

Ma perché definirla primavera scomoda?

In primo luogo va detto che ci troviamo ancora in inverno, durante la pausa vegetativa. Questo periodo mite anticipa lo sviluppo vegetativo, un ritorno del freddo durante il mese di marzo potrebbe mettere a rischio germogli precoci.

Scomodo è anche ritrovarsi ancora in una situazione sopra la norma di temperatura, realtà ormai affermata.

Scomoda è anche la perdita precoce del manto nevoso, sia per le temperature miti ed in particolare in assenza di gelate notturne di rilievo, sia per gli apporti di polveri sahariane sul manto nevoso che aumentano l’assorbimento della radiazione e conseguente scioglimento della neve.

Fig. 2: Deviazione giornaliera della temperatura media dalla norma 1981-2010, febbraio 2021, suddivisioni regionali.

Scomodo è anche rendersi conto che il freddo, il quale ha fatto notizia nella seconda settimana di febbraio, è restato limitato ad un breve periodo. Vedi valori in blu nella rappresentazione sopra, fig.2.

Scomodo è che dopo aver toccato uno scarto negativo di oltre 10 gradi sotto la norma siamo già tornati a scarti simili al di sopra di essa.

Scomodo è rendersi conto che finiremo il mese di febbraio di svariati gradi oltre la norma di temperatura in Svizzera.

Mettiamoci il cuore in pace, da lunedì prossimo saremo in primavera (quella meteorologica).