Essere per il progresso non vuol dire accettare tutto quello che la scienza consente

L’iniziativa Nr 13.468 “Matrimonio civile per tutti”, approvata dal Parlamento il 18 dicembre, oltre a riconoscere, giustamente, a tutti gli stessi diritti civili, concede alle coppie lesbiche (e solo a loro) di accedere alla tecnica di procreazione medicalmente assistita dell’inseminazione con sperma donato. La moglie della madre sarà registrata anch’ella come madre del bambino.

Nella vita dei loro bambini la figura e il ruolo del padre non esisteranno più! Queta è una lesione grave dei loro diritti fondamentali

All’inizio del 1997 la Svizzera ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, che sottolinea la responsabilità degli Stati per la protezione dei minori (persone fino ai 18 anni) e per il loro benessere. Questo importante documento sintetizza i diritti dell’uomo nel contesto di vita dei minori. La Convenzione tutela e riconosce i fanciulli quali persone autonome, con obiettivi e una volontà propri, e prescrive che la considerazione del loro interesse superiore sia prioritaria in tutte le decisioni che li riguardano. In tal modo, si riconosce che anche il fanciullo dispone di personalità giuridica.

AGNA ritiene che per i minori, crescere con l’accompagnamento di un Padre e una Madre faccia parte dei loro diritti fondamentali e vada rispettato.

È in discusso che la presenza dei genitori svolge un ruolo basilare nello sviluppo psicosociale. Fonda l’identità della persona e promuove la costruzione dei legami. La coppia coniugale è portatrice di cura, protezione e affetto (funzione materna) e, allo stesso tempo, di giustizia ed equità (funzione paterna). Il loro connubio permette una cura responsabile (*1).

(*1) Il bisogno di avere una madre e un padre
di Rosa Rosnati e Raffaella Lafrate (docenti di Psicologia dell’adozione, dell’affido e dell’enrichment familiare, Università Cattolica di Milano) https://ontologismi.wordpress.com/2015/04/21/il-bisogno-di-avere-una-madre-e-un-padre-2/

La Signora Andrea Büchler, professoressa ordinaria di diritto privato e comparato all’ateneo di Zurigo, presidente della Commissione nazionale d’etica in materia di medicina umana (CNE) membro del gruppo di lavoro sulla filiazione costituito dal Governo, in una intervista sul Corriere del Ticino del 15 luglio 2020 afferma:

Per i bambini è sì importante avere persone di riferimento di entrambi i generi, «ma non è necessario siano i genitori».

AGNA questo approccio potrebbe anche condividerlo, purché si definisca come questo riferimento di entrambi i generi venga assicurato ai figli di coppie di pari genere (di maschi o femmine …).

Una possibile soluzione al fine di proteggere i diritti dei bambini senza rendere impossibile per nessuno di diventare genitori, facendo comunque in modo che il benessere dei bambini abbia la precedenza sull’egoismo degli adulti, potrebbe essere ad esempio introducendo nel Codice Civile Svizzero, all’articolo 31 che tratta del principio e fine della personalità e dice:

cpv. 1 La personalità comincia con la vita individuale fuori dall’alvo materno e finisce con la morte

cpv. 2 Prima della nascita, l’infante gode dei diritti civili a condizione che nasca vivo.

un ulteriore capoverso dal seguente contenuto:

cpv. 3 A tutela della personalità, all’infante va garantita la presenza di persone di riferimento di entrambi i generi.

In assenza di un genitore, il genitore presente del neonato deve nominare la presenza di una persona di riferimento dell’altro sesso che lo assista nell’esercizio della autorità parentale.

Cos’è l’autorità parentale, da non confondere con l’affido? Nel Codice Civile l’articolo 296 dice:

1 L’autorità parentale è volta a garantire il bene del figlio.
2 Finché minorenni, i figli sono soggetti all’autorità parentale congiunta del padre e della madre.

Al centro vi è il bene del bambino.
Per svilupparsi armoniosamente il bambino ha bisogno di mantenere, nella misura del possibile, legami stretti con entrambi i genitori.
Nell’interesse dei figli, dal 2017 l’autorità parentale è congiunta anche in caso di genitori divorziati o non coniugati.
Quindi se l’autorità parentale può essere assunta da genitori che vivono separati, non dovrebbero sussistere particolari problemi a coppia di donne nel dar seguito alla nostra proposta.

Naturalmente, si dovrà:
– definire bene il concetto di autorità parentale
– definire bene le caratteristiche e le copmetenze della persona di riferimento

Il buonsenso suggerisce che le conseguenze di una eventuale apertura alla filiazione per una coppia lesbica, ottenuta con metodi artificiali, vengano chiarite prima di concederne il diritto.

Ecco perché AGNA invita tutti a firmare il referendum affinché il popolo possa esprimersi su questo temo così importante.

Le coppie omosessuali dovranno attendere ancora qualche anno per veder riconosciuti i loro diritti civili, è vero, ma il rispetto dei diritti dei minori ci sembra prioritario.

AGNA Associazione Genitori Non affidatari