Da quanto riferito dall’agenzia di stampa Bloomberg lo scorso mercoledì uno dei due fratelli, avrebbe informato i suoi clienti che la società sarebbe stata vittima di un attacco hacker, chiedendo loro di non informare per nessun motivo le autorità locali, al fine di non ostacolare il processo di recupero dei fondi perduti e sistemare le posizioni. In due anni avevano accumulato 69mila bitcoin sulla loro piattaforma Africrypt, cosi’ i fratelli, due startupper sudafricani potrebbero aver messo una grande truffa in criptovalute, facendo perdere le proprie tracce. Una settimana prima vi era stato già un avviso: gli stessi dipendenti della piattaforma di criptovalute Africrypt avevano perso il controllo del sistema operativo e intanto dai loro stessi conti sarebbero stati prelevati fondi per essere trasferiti ad alcuni servizi rendendoli non più rintracciabili. In quegli stessi giorni i fratelli hanno iniziato ad essere irraggiungibili, quindi si e’ deciso di allertare la polizia sudafricana ma per ora senza nessun successo. Bloomberg avverte che l’autorità finanziaria del paese non può, allo stato attuale, avviare un’indagine contro società come Africrypt, poiché le risorse di criptovaluta non sono considerate prodotti finanziari in Sudafrica.