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    Confederazione, Cantoni e Comuni si preparano ad affrontare le sfide del settore dell’asilo

    Oltre alle conseguenze del persistere della crisi in Ucraina, le autorità in materia d’asilo devono confrontarsi con un costante aumento del numero di nuove domande d’asilo. Confederazione, Cantoni, città e Comuni collaborano a stretto contatto, in particolare in vista di predisporre un numero sufficiente di alloggi allo scopo di garantire anche in futuro un rapido espletamento delle procedure d’asilo conformemente ai processi previsti. Nella seduta odierna dello Stato maggiore speciale Asilo, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha ringraziato tutti i servizi della Confederazione, dei Cantoni, delle città e dei Comuni coinvolti per i grandi sforzi profusi congiuntamente negli ultimi mesi.

    Ad oggi la Svizzera ha concesso protezione a oltre 63 000 persone fuggite dall’Ucraina. L’ulteriore sviluppo della situazione in Ucraina determinerà il numero di persone che nei prossimi mesi chiederanno lo statuto di protezione S in Svizzera. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) prevede che altre migliaia di profughi presenteranno domanda entro la fine dell’anno. Anche per queste persone occorrerà mettere a disposizione alloggi adeguati nei centri federali d’asilo, ma anche e soprattutto in strutture dei Cantoni, delle città e dei Comuni. «Lo scorso semestre è stato segnato da una delle maggiori crisi nel settore dell’asilo», ha affermato oggi la consigliera federale Karin Keller-Sutter durante la tredicesima seduta dello Stato maggiore speciale Asilo (SONAS). La stretta collaborazione tra Confederazione, Cantoni, città e Comuni è stata il fattore chiave che ha consentito di venire a capo delle sfide legate a questa crisi. La Consigliera federale ritiene che la collaborazione sia pienamente riuscita e tiene a ringraziare personalmente tutti coloro che, con il loro impegno, l’hanno resa possibile.

    La SEM necessita di ulteriori alloggi per richiedenti l’asilo

    Il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha sottolineato che occorreranno ulteriori sforzi per fronteggiare la difficile situazione che nei prossimi mesi caratterizzerà il settore dell’asilo. Accanto al continuo afflusso di persone che fuggono l’Ucraina in cerca di protezione, il numero di persone che vengono in Svizzera da altri Paesi per depositare una domanda d’asilo è in continuo aumento. Rispetto agli anni scorsi, attualmente si osserva un afflusso maggiore di migranti in direzione dell’Europa occidentale, in particolare lungo la «rotta balcanica». I posti attualmente disponibili negli alloggi presso i centri federali esistenti non basteranno, a medio termine, ad accogliere tutti i richiedenti la cui domanda d’asilo è trattata nel quadro di una procedura celere. La SEM necessita di ulteriori alloggi e desidera sistemare i richiedenti l’asilo in via provvisoria anche in locali inizialmente previsti per accogliere i profughi provenienti dall’Ucraina – sale polivalenti dell’esercito, strutture della protezione civile e altre strutture, in parte anche cantonali. A questo scopo è tuttora in contatto con i Cantoni, le città, i Comuni e altri servizi federali.

    Contrastare la migrazione secondaria a livello internazionale

    La consigliera federale Karin Keller-Sutter ha altresì informato il SONAS che la Svizzera è attiva anche a livello internazionale. Sono tuttora al vaglio misure bilaterali con l’Austria per contrastare la migrazione secondaria, ossia la migrazione successiva da Stati sicuri. La Svizzera partecipa inoltre a un intervento comune di alcuni Stati europei che condividono le stesse idee sulla questione, presso la Commissione europea. L’obiettivo è quello di indurre la Commissione europea ad affrontare il problema della migrazione secondaria irregolare in Europa con misure efficaci.

    Karin Keller-Sutter ha inoltre informato il SONAS che, prima dello scadere di un anno dall’attivazione dello statuto di protezione S, il Consiglio federale deciderà se continuare a concedere questo statuto alle persone che entrano in Svizzera in provenienza dall’Ucraina. Tuttavia, fintanto che la situazione in Ucraina non migliorerà in maniera sostanziale, il Consiglio federale non potrà sospendere lo statuto di protezione S. Un gruppo di lavoro in cui sono rappresentati Confederazione, Cantoni, città e Comuni sta comunque già elaborando possibili piani di attuazione affinché la Svizzera sia preparata per il momento in cui il ritorno in Ucraina sarà possibile.

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