Salendo dal fondovalle fino ai pascoli alpini o più in alto ancora, ci si accorge come la primavera sia una stagione caratterizzata da forti contrasti. In questo blog ne vediamo alcuni, approfittando di qualche scatto preso nelle vallate del Sud delle Alpi negli scorsi giorni.

Dopo la stabilità persistente di fine inverno – inizio primavera, un mese di maggio con tempo molto variabile ce lo potevamo attendere. Le precipitazioni delle scorse settimane hanno portato a dei quantitativi complessivi compresi tra 100 e 130 mm per le regioni a bassa quota del Sud delle Alpi e tra 150 e 200 mm per le stazioni di montagna. Nonostante, diciamolo pure, la pioggia possa annoiare molti di noi e anche velocemente, le precipitazioni cadute nelle ultime settimane sono state molto benefiche per la vegetazione.
 

Durante lo scorso fine settimana, più precisamente nella serata di sabato, una linea temporalesca piuttosto marcata, che ha interessato la parte più settentrionale del Sopraceneri, ci ha ricordato che nonostante temperature apparentemente fresche (anche se spesso siamo stati nella norma 1981-2010 o leggermente al di sotto), pian pianino stiamo entrando in una modalità più “estiva”. Se finora le giornate ben soleggiate sono state regolarmente intervallate da momenti più nuvolosi e uggiosi, ecco che da oggi ci avviamo verso un periodo di maggiore stabilità. In effetti almeno fino al prossimo fine settimana le giornate saranno da abbastanza a ben soleggiate con temperature al rialzo. Non si parla ancora di gran caldo, ma probabilmente il prossimo fine settimana riusciremo a registrare delle giornate estive, ovvero con temperature massime di 25 gradi o oltre. Esse non saranno le prime per questo 2021, ricordiamo infatti che i primi giorni d’aprile un afflusso di aria subtropicale molto calda aveva fatto salire le temperature a valori molto elevati per il periodo con degli scarti positivi di ben 7 – 9 gradi sulla media giornaliera del periodo di riferimento 1981-2010.

Le precipitazioni delle scorse settimane sono state un toccasana per la vegertazione. I prati e i pascoli alle quote più basse sono rigogliosi. Le giornate stabili saranno un aiuto ai contadini per quanto riguarda la fienagione.

Alzandoci di quota, i segni di un inverno relativamente abbondante di neve e una fresca primavera, sono ben visibili. I pascoli alpini, a causa della recente fusione del manto nevoso, sono ancora interamente o parzialmente dormienti. Unica eccezione sono i pascoli rivolti a sud: la radiazione solare già intensa della seconda metà di maggio, ha fatto decisamente accelerare lo sviluppo erboso.

Alzandoci ulteriormente di quota, il tuffo nell’inverno è inevitabile. Il manto nevoso fonde a fatica a causa delle basse temperature. Non da ultimo inoltre, le situazioni di sbarramento a sud delle Alpi e i rovesci hanno spesso portato ulteriori centimetri di neve al di sopra dei 1900 – 2300 metri. Gli amanti dello sci escursionismo hanno trovato a tratti condizioni di neve polverosa: un regalo del tutto inaspettato per il mese di maggio, soprattutto considerando quanto si è potuto osservare negli ultimi anni!