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    Coronavirus: certificato COVID in caso di presenza di anticorpi

    L’Ufficio dell’igiene pubblica dei Grigioni trae un bilancio positivo dopo la settimana nazionale di vaccinazione: i medici di famiglia, i centri di vaccinazione, le farmacie, gli ospedali e i comuni hanno offerto oltre 100 possibilità di informazione, consulenza e vaccinazione e hanno potuto somministrare 956 prime dosi supplementari. Dal 16 novembre, con un test degli anticorpi positivo è possibile ottenere un certificato COVID valido 90 giorni. Al momento il numero di casi è di nuovo in sensibile aumento.

    Durante la settimana nazionale di vaccinazione le offerte di consulenza e di vaccinazione sono state fortemente potenziate. I medici di famiglia, i centri di vaccinazione, le farmacie, gli ospedali e i comuni grigionesi hanno offerto oltre 100 possibilità di informazione, consulenza e vaccinazione, abbassando così la soglia inibitoria per la vaccinazione contro il coronavirus.

    L’Ufficio dell’igiene pubblica trae un bilancio positivo: la settimana di vaccinazione si è svolta senza difficoltà. Inoltre la settimana scorsa sono state somministrate 956 prime dosi, ossia un numero superiore rispetto alla settimana precedente.

    Ogni vaccinazione conta
    Il 68 per cento delle grigionesi e dei grigionesi ha ora ricevuto almeno una dose. In considerazione del numero di casi in forte aumento e del carico degli ospedali per la cura di malattie acute e dei reparti di terapia intensiva, a chi non è vaccinato si raccomanda sempre di sfruttare le offerte di informazione e consulenza, di ponderare i benefici e i rischi per sé stessi e per la collettività, nonché se possibile di vaccinarsi. Le esperienze raccolte finora a livello mondiale mostrano che il rischio di decorsi gravi, anche letali, in caso di infezione da coronavirus è di gran lunga maggiore rispetto alla probabilità che la vaccinazione contro la COVID-19 produca effetti collaterali gravi.

    Certificato COVID in caso di presenza di anticorpi
    Dal 16 novembre 2021 è possibile rilasciare dei certificati COVID anche a persone che tramite un test degli anticorpi positivo eseguito di recente possono dimostrare di essere guariti e di disporre di una concentrazione sufficiente di anticorpi. Il certificato è valido 90 giorni e solo in Svizzera.

    Dal 16 novembre 2021 è possibile rilasciare dei certificati COVID anche a persone che tramite un test degli anticorpi positivo eseguito di recente possono dimostrare di essere guariti e di disporre di una concentrazione sufficiente di anticorpi. Il certificato è valido 90 giorni e solo in Svizzera.

    Il prelievo di sangue per la determinazione degli anticorpi può essere svolto nello studio del medico di famiglia o in farmacie. L’analisi vera e propria viene effettuata in un laboratorio. La determinazione degli anticorpi è soggetta a spese e viene consigliata a persone che presumono di essersi contagiate in passato con il coronavirus e che non sono ancora vaccinate.

    • Se il test degli anticorpi dà un risultato positivo, il laboratorio rilascia un certificato COVID valido 90 giorni. Un test degli anticorpi positivo significa che in passato si è entrati in contatto con il coronavirus e che il sistema immunitario ha sviluppato i corrispondenti anticorpi.
      Una protezione ancora migliore contro una seconda infezione può essere raggiunta con una vaccinazione unica supplementare contro la COVID-19. In questo modo può essere richiesto un certifico per vaccinati (valido 365 giorni).
    • Se il test degli anticorpi risulta negativo, non si è immuni al coronavirus. Il rischio di decorso grave a seguito di un’infezione da coronavirus è perciò maggiore. In caso di esito negativo del test degli anticorpi viene raccomandata una protezione vaccinale.

    Se il test degli anticorpi viene effettuato tra il 16 e il 30 novembre 2021 e in seguito ci si vaccina entro il 5 dicembre 2021, i costi per la determinazione degli anticorpi vengono rimborsati al momento della vaccinazione.

    Il sovraccarico dell’assistenza sanitaria comporta il triage dei pazienti
    Al momento si registra un aumento di casi molto marcato. Questo sviluppo avrà delle conseguenze sul numero delle ospedalizzazioni con un ritardo di circa 14 giorni e sull’occupazione dei reparti di terapia intensiva da parte di pazienti COVID con un ulteriore ritardo di circa 14 giorni. Qualora nelle prossime settimane il numero di casi dovesse rimanere elevato, vi è il rischio che, a seguito dell’aumento del numero di casi gravi di COVID, i reparti di terapia intensiva raggiungano i propri limiti. In questo caso occorrerebbe procedere a dei triage nell’assistenza ai pazienti e rinviare delle operazioni. Ciò interesserebbe anche persone affette da patologie diverse dalla COVID, ad esempio persone per le quali si renderebbe necessario un rinvio di un intervento chirurgico.

    L’Ufficio dell’igiene pubblica dei Grigioni fa perciò nuovamente appello alla responsabilità individuale e raccomanda vivamente di rispettare la distanza minima di 1,5 metri, di indossare la mascherina e di lavarsi regolarmente le mani, nonché di evitare gli assembramenti di persone.

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