Nonostante il periodo difficile dovuto alle continue restrizioni adottate dai governi di tutto il mondo per far fronte alla pandemia di COVID-19, Dubai resta focalizzata su un tema che in questi mesi sembra essere “passato di moda” per non dire dimenticato, cioè:

“i cambiamenti climatici”.

Numeri incoraggianti, quelli delle fonti rinnovabili, dato che nei primi sei mesi del 2020 hanno generato il 40% dell’elettricità nei paesi facenti parte dell’Unione Europea, superando così per la prima volta i combustibili fossili, che si fermano al 34%. È quanto emerge dal nuovo rapporto indipendente del Think Tank sul clima Ember che spiega come, di conseguenza, le emissioni di CO2 del settore energetico siano diminuite del 23% per lo stesso periodo.

La notizia è incoraggiante, specie per gli Emirati Arabi Uniti che dal 2015 puntano il tutto per tutto nello sviluppo dell’economia salva ambiente.

Difatti secondo la Dubai Clean Energy Strategy, entro il 2050 il 75% del fabbisogno energetico di Dubai sarà soddisfatto da energia pulita. Dalla nascita di questa iniziativa numerosi sono i progetti avviati allo scopo di accelerare il processo di conversione energetica.

“Sarà dunque un’opportunità per dimostrare quanto, nei paesi del Golfo Persico, il tema della ecosostenibilità sia divenuto uno dei principali pilastri dell’economia, presente e futura del paese”. Lo dichiara Ripe22 (www.ripe22.it) società che per mestiere si occupa di aiutare gli italiani ad investire nella green economy a Dubai.