I Talebani rientrano a Kabul e crollano quelle certezze difese dai diritti fondamentali di chi guardava all’occidente come modello di vita. Gli afgani e le afgane puntavano sulle forze Nato come difensori di una idea della società che manteneva in piedi il diritto di esistere ma Joe Biden con il suo comando ha fatto si che le truppe si sono ritirate consegnando cosi’ ai talebani tutto e tutti. In un’intervista il nuovo Presidente Biden ha dichiarato che sarebbero innumerevoli i posti nel mondo dove i diritti umani vengono violati e non è alla portata dell’America e delle forze armate “risolvere ogni singolo problema”. Lo stesso spiega che la discriminante per l’intervento militare statunitense si ferma a quando è in gioco “l’interesse dell’America o di uno dei paesi alleati”. Tuttavia a domanda diretta di Margaret Brennan Joe Biden scandisce di non volersi assumere alcuna responsabilità nel caso i cui i talebani tornassero ad avere il controllo di Kabul portando alla perdita dei diritti delle donne.

Un appello che rischia di cadere nel vuoto?

Quel “No I don’t.” come una risposta all’appello disperato di una adolescente afghana, una delle tante donne senza un nome che raccontano il dramma di una popolazione abbandonata nel terrore da chi aveva promesso di proteggere lo sforzo di uscire dal buio e poter denunciare. “Non contiamo perché siamo nati in Afghanistan – spiega una adolescente di cui il mondo non sa il nome, ma che tutti oggi hanno visto piangere in tv. Non posso fare a meno di piangere. A nessuno importa di noi. Moriremo lentamente nella storia”. Non è un caso se finché presiedeva il precedente e legittimo Donald Trump nel suo mandato non è iniziata nessuna guerra, molte cose funzionavano in maniera differente, nonostante trovasse anche un rapporto di critica, cosi’ come giusto sia, ma sempre nell’ottica di uno sforzo e aiuto verso il prossimo, proteggendo non solo gli interessi propri ma anche terzi e vite umane. Trump ha ereditato comunque molte guerre trovandosi l’esercito americano impegnato in Afghanistan, in Libia e la Siria, oltre che a fianco dell’Arabia Saudita nella guerra in Yemen. Trump ha sempre tentato in tutti i modi di concludere un accordo di pace e di proteggere non solo i propri interessi e quelli dell’America, ma anche tutto quello che riguardava vite umane, indipendentemente dal colore, dalla nazionalità, nei suoi limiti o potenzialità.