Il Governo ha licenziato il messaggio relativo alla revisione parziale della legge sull’esecuzione giudiziaria a destinazione del Gran Consiglio. Con il progetto di revisione la legge sull’esecuzione giudiziaria viene adeguata al diritto federale e si tiene conto degli sviluppi nella prassi di esecuzione giudiziaria.

Nella procedura di consultazione il progetto è stato accolto perlopiù in modo positivo. Sono state mosse critiche in particolare alla regolamentazione proposta concernente il trasferimento di compiti legati all’esecuzione a terzi esterni all’amministrazione centrale. Anche l’estensione della consulenza per persone che esercitano violenza è stata oggetto di critiche.

Trasferimento a terzi di compiti legati all’esecuzione
Gli ordini, la sorveglianza e la conclusione di sanzioni penali rientrano tra i compiti fondamentali dello Stato e non possono essere trasferiti. Di conseguenza è il Cantone dei Grigioni stesso a eseguire la maggior parte delle pene e delle misure. Tuttavia in determinati casi il Cantone deve poter coinvolgere terze parti, ad esempio nei casi in cui sono richieste conoscenze specialistiche. Le autorità d’esecuzione collaborano con professionisti in particolare nell’esecuzione di misure ambulatoriali e stazionarie, di controlli medici di norme di condotta di diritto penale (ad es. controllo delle urine) oppure di perizie forensi. In questi settori l’amministrazione centrale non dispone di un’offerta di prestazioni oppure questa offerta non è adeguata. Le autorità d’esecuzione possono quindi fornire le prestazioni d’esecuzione necessarie soltanto ricorrendo a istituzioni terze o a specialisti ufficiali o privati. Queste forme di collaborazione hanno una lunga tradizione nell’esecuzione giudiziaria e garantiscono un impiego efficace dei mezzi. Nella legge si intende riportare meglio questa situazione.

Strumento per la verifica dell’affidabilità
Le autorità d’esecuzione devono avere la possibilità di sottoporre a un controllo di sicurezza relativo alle persone coloro a cui vengono trasferiti i compiti legati all’esecuzione. Questo controllo può limitarsi alla richiesta di informazioni presso altre autorità. Se la persona coinvolta è attiva in un settore particolarmente sensibile, può essere richiesto anche un certificato di buona condotta. Questi controlli di sicurezza relativi alle persone possono interessare terapisti, personale di sicurezza privato, medici o assistenti spirituali. Il controllo di sicurezza relativo alle persone viene svolto dalla Polizia cantonale su incarico dell’autorità d’esecuzione. Quest’ultima comunica al servizio committente il risultato del controllo sotto forma di una valutazione del rischio. Su questa base l’autorità di esecuzione delle pene decide se coinvolgere o meno la persona interessata. Con il controllo di sicurezza relativo alle persone si intende creare uno strumento che permetta di verificare l’affidabilità dei terzi coinvolti.

Con il controllo di sicurezza relativo alle persone si intende creare uno strumento che permetta di verificare l’affidabilità dei terzi coinvolti.

Compiti proattivi per l’ufficio di consulenza
Dal settembre 2007 l’ufficio di consulenza per le persone che esercitano violenza contribuisce a prevenire la violenza mostrando alle persone che esercitano violenza quali sono le vie d’uscita dalla spirale di violenza nel quadro di una consulenza specifica. Tuttavia l’ufficio può contattare direttamente persone che esercitano violenza solo se la Polizia cantonale ordina un allontanamento immediato o se una persona viene obbligata a sottoporsi alla consulenza sulla base di norme di condotta di diritto civile o penale. In tutti gli altri casi l’ufficio di consulenza dipende dal fatto che le persone che esercitano violenza vi si avvicinino e utilizzino l’offerta di consulenza di propria iniziativa.

L’esperienza ha dimostrato che ciò rappresenta un problema insormontabile per molte persone. Di conseguenza il Governo vorrebbe rafforzare la consulenza proattiva agli autori, facendo in modo che in futuro per ogni caso di violenza domestica la Polizia cantonale fornisca all’ufficio di consulenza i dati di contatto delle persone che hanno esercitato violenza. Queste persone saranno poi contattate tempestivamente dall’ufficio di consulenza, che proporrà loro una consulenza volontaria in caso di violenza. In questo modo si intende spezzare la spirale di violenza, proteggere la vittima e far sì che la persona che esercita violenza si assuma le proprie responsabilità.