Per l’anno assicurativo 2020, l’indice dei premi dell’assicurazione malattie (IPAM) segna una progressione dello 0,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il livello di 194,8 punti (base 1999=100). L’IPAM consente di stimare l’incidenza dell’andamento dei premi sulla crescita del reddito disponibile. Stando al modello di calcolo dell’IPAM impiegato dall’Ufficio federale di statistica, nel 2020 il leggero aumento dei premi non ha avuto alcun impatto sulla crescita del reddito medio disponibile.

L’IPAM registra l’andamento dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle spese medico-sanitarie e delle assicurazioni complementari. Nel 2020, i premi dell’assicurazione malattie di base sono aumentati dello 0,2% e il loro indice ha raggiunto quota 224,8 punti (base 1999=100). Questa stima corrisponde all’andamento medio dei premi di tutti gli assicurati.

Nel 2020 i premi delle assicurazioni malattie complementari sono aumentati dello 0,1% rispetto all’anno precedente. In particolare, i premi dell’assicurazione complementare ospedaliera in reparto comune sono scesi dell’1,9%, mentre quelli in reparto semiprivato sono aumentati dello 0,8% e quelli in reparto privato sono rimasti stabili. Complessivamente, nel 2020 l’indice dell’assicurazione complementare si situa a 131,2 punti (base 1999=100).

L’andamento dei premi non influisce sul reddito disponibile del 2020

Secondo le stime dell’UST, l’aumento complessivamente debole dei premi nel 2020 è stato compensato dallo sviluppo delle riduzioni dei premi. L’evoluzione dei premi dell’assicurazione malattie tra il 2019 e il 2020 non ha ridotto la potenziale crescita del reddito disponibile stimato. 

Analogamente a un aumento delle imposte o di altri contributi assicurativi, anche la crescita dei premi assicurativi condiziona il bilancio delle economie domestiche. Per misurare tale effetto si ricorre all’influsso esercitato sul reddito disponibile. Questo corrisponde al reddito lordo (reddito da attività lavorativa, interessi, rendite, rimborsi e riduzioni dei premi assicurativi nonché altri redditi) dedotti i cosiddetti trasferimenti (ad esempio imposte, contributi sociali ed altri contributi assicurativi) – in altre parole al denaro effettivo disponibile a fini di consumo o di risparmio.