Dopo che nella sessione autunnale il Consiglio degli Stati ha deciso di stralciare il controprogetto indiretto (16.077, disegno 2) dal proprio ordine del giorno del 26 settembre 2019, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati è ritornata sulla deliberazione di dettaglio del 3 settembre 2019 e ha esaminato le proposte dell’Amministrazione preannunciate dalla consigliera federale durante le deliberazioni nella Camera alta.

Sulla base delle decisioni del Consiglio degli Stati del 14 agosto 2019 l’Ufficio federale di giustizia ha formulato proposte per il testo di legge concernente un obbligo di rendiconto sui diritti umani e l’ambiente analogamente alla direttiva 2014/95/EU dell’Unione europea (UE) del 22 ottobre 2014 (direttiva CSR) come pure un obbligo di diligenza e di rendiconto nei settori «minerali provenienti da zone di conflitto» (in analogia al regolamento (UE) 2017/821) e «lavoro minorile» (in analogia allo Child Labor Due Diligence dei Paesi Bassi).

La nuova concezione di controprogetto indiretto si differenzia in diversi punti fondamentali dal controprogetto indiretto del Consiglio nazionale: dal punto di vista della sistematica rientra nel diritto contabile, l’obbligo di diligenza si limita ai settori «minerali provenienti da zone di conflitto» e «lavoro minorile» e l’obbligo di rendiconto contempla un campo d’applicazione meno esteso (nessuna graduazione del campo d’applicazione in base ai rischi e una limitazione alle «società di interesse pubblico»). Non è inoltre previsto nessun disciplinamento esplicito della responsabilità per le imprese effettivamente controllate all’estero.

Con 7 voti contro 6 la Commissione ha mantenuto il controprogetto indiretto del Consiglio nazionale rielaborato dalla Commissione. Fa notare che la Commissione ha perfezionato, migliorato e concretizzato la versione del Consiglio nazionale nel corso di numerose sedute. Ha per esempio incluso nel disegno una procedura di conciliazione per trattare le controversie in seguito a pretese nei confronti di un’impresa derivanti dalla responsabilità civile prevista dal controprogetto indiretto del Consiglio nazionale. È dell’opinione che la nuova concezione di controprogetto indiretto presentata dal Consiglio federale è ben lungi dall’adempiere le condizioni necessarie per ritirare l’iniziativa, ribadendo che è il controprogetto indiretto a doverne comportare il ritiro.

La minoranza propone alla propria Camera di approvare un controprogetto indiretto conforme alla nuova concezione. Ritiene che il progetto del Consiglio nazionale si spinga troppo oltre equivalendo quasi a un’attuazione dell’iniziativa. Con la nuova concezione si potrebbe opporre all’iniziativa un controprogetto ispirato al diritto europeo.

LA COMMISSIONE RESPINGE LA PROPOSTA DI REVISIONE DELLA LEGGE SUL TRIBUNALE FEDERALE

In occasione di diverse riunioni la Commissione si è occupata della questione della revisione della legge sul Tribunale federale, intesa a sgravare la Corte suprema (18.051). Nella sessione primaverile 2019 il Consiglio nazionale ha aderito fondamentalmente alle proposte del Consiglio federale, decidendo di mantenere il ricorso sussidiario in materia costituzionale. La Commissione ha preso atto che il Tribunale federale spera di ottenere lo sgravio soprattutto abolendo proprio il ricorso sussidiario in materia costituzionale, senza il quale la revisione perde la sua ragione d’essere. Di conseguenza è ora giunta alla conclusione che non vi sia alcuna necessità di procedere a una revisione. La Commissione propone alla propria Camera, con 8 voti contro 1 e 1 astensione, di non entrare in materia sul progetto.

ALTRI OGGETTI

La Commissione ha deciso di accelerare i lavori relativi all’iniziativa parlamentare 19.471 in modo che si possa deliberare già durante la sessione primaverile 2020. L’iniziativa chiede di modificare la legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 in modo che sia prorogato il termine di deposito delle domande.