Il Consiglio federale propone di aprire il mercato elettrico a tutti i clienti. Ciò consentirà di potenziare la produzione elettrica decentralizzata e di migliorare l’integrazione delle energie rinnovabili nel mercato elettrico. Il DATEC preparerà entro l’inizio del 2021 una modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico (LAEl), come deciso dal Consiglio federale nella seduta del 3 aprile 2020. Il Governo propone inoltre di prorogare i contributi a favore della promozione delle energie rinnovabili indigene e di improntarli a una maggiore competitività. In questo modo intende garantire al settore elettrico la certezza di cui ha bisogno per la pianificazione e gli investimenti nonché rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico in Svizzera. La revisione della legge sull’energia (LEne) viene ora posta in consultazione fino al 12 luglio 2020.

La maggior parte dei partecipanti alla consultazione concernente la legge sull’approvvigionamento elettrico si è espressa a favore dell’apertura totale del mercato, auspicando però nel contempo maggiori incentivi agli investimenti nelle energie rinnovabili indigene. Il Consiglio federale ha quindi incaricato il DATEC di sviluppare i punti essenziali per un’apertura completa del mercato e, contemporaneamente, di presentare un progetto di revisione della legge sull’energia da porre in consultazione.

Qui di seguito gli adeguamenti auspicati dal Consiglio federale:

Apertura del mercato dell’energia elettrica (LAEl)

Come i grandi consumatori di energia elettrica (oltre 100’000 kWh/anno) d’ora in avanti anche le economie domestiche e le piccole aziende dovranno poter scegliere liberamente il proprio fornitore di elettricità. Avranno però anche il diritto di rimanere nel regime di servizio universale oppure di tornare a tale regime dopo essere passate al libero mercato. I gestori delle reti di distribuzione locali sono tenuti a fornire ai clienti con servizio universale elettricità svizzera prodotta al 100 per cento da energie rinnovabili. Il sostegno a queste ultime è quindi maggiore di quanto chiesto nel progetto posto in consultazione, che prevedeva solo una quota minima di energie rinnovabili. La necessità di proseguire il riesame dell’adeguatezza delle tariffe e delle prescrizioni relative ai prodotti in regime di servizio universale deve essere valutata dopo dieci anni e successivamente adeguata se necessario.

Dal riassetto del mercato elettrico il Consiglio federale si aspetta un rafforzamento della produzione elettrica decentralizzata e con esso una migliore integrazione delle energie rinnovabili nel mercato elettrico. Chi produce, ad esempio, energia solare può vendere nel proprio quartiere la quota prodotta in eccesso. In questo modo l’apertura del mercato elettrico consente soluzioni locali come i mercati dell’elettricità di quartiere e le comunità energetiche.

Inoltre, per garantire l’approvvigionamento anche in caso di situazioni eccezionali si intende istituire una riserva di stoccaggio. Per la costituzione di questa riserva verrà bandita ogni anno una gara pubblica dalla società nazionale di rete Swissgrid. Il suo finanziamento sarà garantito attraverso le tariffe per l’utilizzazione della rete. Potranno partecipare al bando tutti i gestori di impianti ad accumulazione o i consumatori flessibili allacciati alla rete elettrica svizzera che soddisfino i necessari requisiti tecnici. Inoltre, in futuro il Consiglio federale indirà gare pubbliche finalizzate all’ulteriore incremento della produzione elettrica da energie rinnovabili indigene qualora si profilasse una minaccia per l’approvvigionamento durante i mesi invernali.

Altri obiettivi sono l’aumento della trasparenza e della tutela dei consumatori. Anche ad altri settori, ad esempio a quello della metrologia, si applicherà una nuova normativa (cfr. scheda informativa LAEl). Sulla base dei punti essenziali fissati dal Consiglio federale verrà elaborato la modifica della legge.

Incremento delle energie rinnovabili (LEne)

Per potenziare la produzione di energia da fonti rinnovabili indigene il settore elettrico ha bisogno di certezza per la pianificazione e di migliori incentivi agli investimenti. Occorre quindi mantenere le misure di promozione esistenti ma, al contempo, avvicinarle al mercato.

La legge sull’energia deve quindi essere rivista come segue:

  • gli obiettivi di incremento dell’idroelettrico e delle altre energie rinnovabili attualmente previsti per il 2035 devono divenire vincolanti. I contributi d’investimento per gli impianti fotovoltaici, a biomassa e idroelettrici in scadenza nel 2030 devono pertanto essere prolungati sino alla fine del 2035. Si vuole inoltre introdurre nella legge anche un obiettivo per il 2050. Per il periodo dopo il 2035, nel quadro del monitoraggio previsto dalla LEne possono essere richieste delle misure supplementari qualora il potenziamento delle energie rinnovabili dovesse rimanere nettamente inferiore all’obiettivo fissato.
  • Per principio l’incentivazione deve continuare facendo capo agli strumenti attuali, nel segno della continuità e della prevedibilità. Un cambiamento radicale di sistema, con introduzione di strumenti nuovi, avrebbe ripercussioni negative sul potenziamento della produzione da fonti rinnovabili e sull’efficienza delle misure di incentivazione.
  • In futuro anche i nuovi impianti idroelettrici di piccole dimensioni, eolici, a biogas e geotermici devono poter beneficiare di un contributo d’investimento per coprire anche una parte dei costi di progettazione. In compenso, dal 2023 non riceveranno più la rimunerazione per l’immissione in rete di energia elettrica. 
  • Nel settore dell’energia solare la rimunerazione unica fissa per gli impianti fotovoltaici di grandi dimensioni viene sostituita da contributi d’investimento, il cui importo deve essere stabilito tramite gara pubblica (asta): si aggiudica la promozione il produttore che può produrre una determinata quantità di energia ai costi più bassi.
  • Le risorse destinate ai contributi d’investimento per i nuovi impianti idroelettrici di grandi dimensioni sono state raddoppiate. Viene inoltre data la priorità agli impianti particolarmente importanti (grossa produzione annua supplementare, ampliamento considerevole di impianti ad accumulazione, contributo importante alla produzione invernale).
  • I costi dell’adeguamento degli strumenti di promozione ammontano a circa 215 milioni di franchi l’anno e verranno coperti attraverso l’attuale supplemento rete. Quest’ultimo rimane a 2,3 ct./kWh.

Grazie alle modifiche auspicate dal Consiglio federale la Svizzera potrà incrementare la propria produzione di elettricità da energie rinnovabili (LEne), migliorarne l’integrazione nel mercato elettrico (LAEl) e rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento in Svizzera. Le modifiche legislative contribuiscono anche al raggiungimento degli obiettivi climatici.