Come preannunciato nel blog di ieri, la perturbazione temporalesca ha raggiunto puntuale le nostre regioni. Già nella notte, diverse linee convettive si sono formate soprattutto sulla Vallemaggia, la Leventina, la Valle Verzasca e la Valle di Blenio, per poi estendersi anche al Ticino centrale. Meno toccato, per ora, il Ticino meridionale.

Pioggia intensa

Benché in movimento da sudovest verso nordest, nuove cellule temporalesche sostituivano le precedenti, formando appunto delle linee molto intense e stazionarie. Fino al primo pomeriggio di giovedì i maggiori accumuli di pioggia sono caduti fra la media Vallemaggia, l’alta Verzasca e la media Leventina, con punte locali stimate dal radar di oltre 200 mm! Questi dati sono preliminari, è possibile che la presenza di grandine porti ad una sovrastima; da testimonianze provenienti dalla media Leventina, tuttavia, abbiamo notizia di torrenti straripati, che non lo facevano dal lontano 1987. Sono inoltre segnalate diverse colate detritiche, che hanno fra l’altro portato alla momentanea chiusura dell’autostrada A2.

Grandine

Oltre alle piogge intense e abbondanti, purtroppo non è mancata la grandine, con chicchi fino a 4-5 cm di diametro e accumuli importanti al suolo. La grandine, per sua natura, è un fenomeno molto localizzato ed è difficile avere osservazioni dirette su un’ampia area. Anche in questo caso, però, ci viene in aiuto il radar meteorologico: particolari algoritmi sono in grado di distinguere, con una buona precisione, la grandine da precipitazioni di altro tipo. È anche possibile una stima approssimativa del diametro dei chicchi di grandine. Come visibile dalla figura 2, la grandine è grosso modo caduta su due fasce parallele orientate da sudovest a nordest: la prima è stata causata da una cella temporalesca partita dal Biellese e spintasi fino alla regione del Lucomagno; la seconda è invece partita nella zona di Torino, per poi raggiungere il Ticino passando dal Malcantone, la Valle del Vedeggio, il Piano di Magadino, il Bellinzonese, la Riviera e parte del Moesano, fino ad esaurirsi nella regione del San Bernardino.

Fig. 2: probabilità di grandine stimata dal radar fra mercoledì sera e giovedì a mezzogiorno.
Fig. 3: stima del diametro dei chicchi di grandine.

Vento

I temporali sono stati accompagnati anche da raffiche di vento, che fino a mezzogiorno di giovedì hanno raggiunto i 60-70 km/h alle basse quote.

Fig. 5: raffiche di vento misurate dalle stazioni automatiche di MeteoSvizzera fino al primo pomeriggio di giovedì.

Previsione per le prossime ore

Sulle regioni toccate in mattinata, le caratteristiche della massa d’aria sono cambiate e sono meno favorevoli allo sviluppo di altri fenomeni violenti: nelle prossime ore le precipitazioni tenderanno perciò a concentrarsi piuttosto sul Ticino centro-meridionale. Data la forte instabilità della massa d’aria, non sono da escludere altri temporali di forte intensità, accompagnati quindi da grandine e forti raffiche di vento.

In serata, con la rotazione delle correnti a ovest e la formazione di un minimo di pressione sulla pianura Padana, i fenomeni tenderanno a spostarsi gradualmente verso est, andando quindi ad interessare maggiormente le Alpi Orobie e le vallate del Grigioni italiano, così come l’Engadina. Contemporaneamente, nelle vallate superiori ticinesi comincerà a soffiare il vento da nord, ponendo fine alle precipitazioni su quelle zone.

Venerdì mattina la perturbazione sarà ormai un ricordo: ci attende infatti una giornata soleggiata e calda.