L’estate meteorologica inizia il 1° giugno, fra due giorni quindi. Quest’anno il tempo sembra essersi allineato con il calendario, infatti a partire da metà della settimana che sta per cominciare le condizioni diverranno più estive, con temperature, umidità e instabilità in aumento.

La settimana che inizia domani segnerà la transizione, di nome e di fatto, dalla primavera all’estate. Non solo quindi perché lo indica il calendario (l’estate meteorologica inizia infatti per noi il primo giugno) ma anche poiché i parametri che si misureranno nell’atmosfera lo confermeranno. Sarà una transizione relativamente lenta e graduale, senza quindi i temuti “eccessi canicolari” (dei quali fra l’altro parleremo ampiamente domani), ma di certo questa settimana assisteremo a un primo assaggio d’estate.

Cominciando dall’alto, l’isoterma di zero gradi, che fino a oggi era ancora sotto i 3000 metri, salirà gradualmente entro la seconda metà della settimana fino a 3500 metri, per poi toccare i 3800 metri previsti per venerdì e sabato. Un riscaldamento di tutta la colonna d’aria sopra le nostre teste che è uno degli indicatori dell’arrivo dell’estate. 

Le temperature aumenteranno parallelamente anche alle basse quote, con le massime che guadagneranno 2-3 gradi entro venerdì, quando sono previsti localmente fino a 27-28 gradi. Sarà poi anche l’aumento delle temperature minime notturne (fin verso i 17 gradi) a farci capire che l’estate è ormai alle porte, il tutto condito con un graduale aumento del tasso di umidità nell’aria. Condizioni queste che ci faranno dunque vivere in un’atmosfera estiva, magari accompagnata da qualche colpo di tuono pomeridiano. Si, perché questo riscaldamento diffuso fornirà l’energia per lo sviluppo di fenomeni convettivi, con i rovesci e i temporali che assumeranno anch’essi carattere estivo e non più uno stampo prevalentemente primaverile come quelli avuti finora. 

Si cominciano a studiare le strategie

Per chi è alla ricerca di refrigerio a tutti i costi, in questa stagione è particolarmente indicato sostare in prossimità dei corsi d’acqua (laghi o fiumi), che hanno temperature ancora decisamente fresche uscendo dall’inverno. In primo luogo i fiumi di valle (fate sempre attenzione però! ), che portano il loro carico di acqua di fusione della neve e che forniscono belle vampate di aria fresca; e in quota di neve da sciogliere ce n’è ancora parecchia. Ma anche in prossimità dei laghi in questa stagione la differenza di temperatura con le altre zone è marcata; da una parte perché le acque dei fiumi continueranno ancora per un po’ a rifornire i laghi di acqua decisamente fresca, dall’altra perché l’acqua ha una perdita di calore più lenta rispetto  al terreno. In autunno si presenterà poi la situazione opposta, con le acque dei laghi (o anche del mare) che perdono il loro calore più lentamente rispetto alla terra ferma, mitigando così gli sbalzi termici autunnali. Ma questa è un’altra storia…

Oggi nuvolosità bassa e poi il sole…

Questa mattina sul Ticino centrale e meridionale erano presenti dei banchi nuvolosi a bassa quota piuttosto compatti, che si sono poi dissolti già in mattinata, grazie all’arrivo del sole che in questo periodo, contrariamente a quanto accade nella stagione fredda, fornisce sufficiente energia per dissolvere rapidamente questi strati nuvolosi che si formano a causa degli afflussi dalla Pianura Padana – fenomeno chiamato anche “rientro da est “. 

Una situazione che potrebbe ripresentarsi anche domani; nella notte è infatti prevista una nuova formazione di nubi basse, che si dovrebbero però dissolvere già in mattinata.