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    Il Consiglio federale riduce gli ostacoli amministrativi all’immigrazione da Stati terzi

    Il Consiglio federale, nella sua seduta del 4 marzo 2022, ha deciso una serie di misure per ottimizzare l’ammissione di lavoratori qualificati provenienti da Stati terzi. Tali misure consentono di ridurre gli ostacoli amministrativi e rafforzano la capacità innovativa dell’economia. Sono socialmente sostenibili e compatibili con la Costituzione per quanto riguarda la regolazione dell’immigrazione. Entro fine 2022 si intendono attuare misure immediate con le prime agevolazioni amministrative nei settori in cui vi è una comprovata mancanza di lavoratori specializzati.

    Nel rapporto adottato il 4 marzo 2022 in adempimento del postulato Nantermod (19.3651), il Consiglio federale delinea una seria di possibili misure che si prefiggono di ridurre gli ostacoli amministrativi, permettono di accelerare i processi, consolidano la capacità innovativa dell’economia svizzera e aumentano la certezza del diritto per le imprese. Ha deciso di attuare direttamente alcune misure e di sottoporne altre a un esame.

    Misure concrete

    Due delle tre misure direttamente attuate dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) a livello di ordinanza riguardano le condizioni di ammissione per i lavoratori di Stati terzi. Così, nelle professioni in cui è comprovata una forte mancanza di lavoratori specializzati, si vuole rinunciare a esaminare nel singolo caso se il potenziale della manodopera indigena è esaurito. Inoltre, in futuro i cittadini di Stati terzi che svolgono attività qualificate in settori cui vi è una comprovata mancanza di manodopera potranno ottenere un permesso di dimora, anche senza una formazione accademica. Attualmente ciò è possibile soltanto per le persone con particolari conoscenze professionali.

    La terza misura semplifica il passaggio da un’attività lucrativa dipendente a una indipendente per i detentori di un permesso di dimora. Queste tre misure vanno attuate entro fine 2022. Nel quadro della prossima revisione della legge sugli stranieri e la loro integrazione, al più tardi entro fine dicembre 2023, il DFGP deve inoltre presentare al Consiglio federale un messaggio che stabilisca le condizioni di legge per la soppressione dell’obbligo dell’autorizzazione per il succitato passaggio.

    Ulteriori miglioramenti del sistema dei contingenti per lavoratori qualificati provenienti da Stati terzi saranno sottoposti a un esame approfondito da parte del DFGP in collaborazione con il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e con il concorso dei Cantoni e dei partner sociali. Inoltre, il DFGP sta esaminando se può essere introdotto un emolumento espresso per poter accelerare la procedura a livello federale e cantonale. Il DFGP presenterà al Consiglio federale entro fine marzo 2023 un rapporto sui risultati di questo esame, sottoponendogli una proposta per il seguito della procedura.

    Rapporto sull’immigrazione da Stati terzi

    Con il postulato «Per una gestione migratoria in linea con le esigenze della Svizzera» (19.3651, Nantermod) il Parlamento ha invitato il Consiglio federale ad analizzare se sia possibile migliorare il sistema di ammissione per i lavoratori provenienti da Stati terzi e se il vigente modello dei contingenti debba essere modificato. A tale riguardo, la Segreteria di Stato della migrazione ha effettuato un rilevamento delle necessità nell’economia, tra i partner sociali e nei Cantoni.

    Non occorre abbandonare il sistema dei contingenti

    Questa consultazione ha rivelato che le principali caratteristiche del sistema attuale non vanno rimesse in questione. È tuttavia auspicabile ottimizzare alcuni punti per consolidare ulteriormente a medio termine la prevedibilità della situazione per l’economia e semplificare i processi. Pertanto il rapporto propone possibili adeguamenti che soddisfano sia le necessità dei diversi gruppi sia il mandato costituzionale in relazione con la regolazione dell’immigrazione. L’immigrazione deve inoltre rimanere socialmente sostenibile. Non occorre abbandonare l’attuale sistema di contingenti.

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