In occasione della sua seduta del 27 novembre 2019 il Consiglio federale ha adottato il messaggio per una nuova legge federale relativa al rimborso forfettario dell’imposta sul valore aggiunto sul canone di ricezione radiotelevisivo. L’avamprogetto ha raccolto pareri prevalentemente positivi in sede di consultazione.

In due decisioni di principio, il Tribunale federale ha stabilito che sul canone di ricezione non può essere riscossa l’imposta sul valore aggiunto (IVA) e che la Confederazione deve restituire l’IVA prelevata tra il 2010 e il 2015. Prima della pubblicazione della seconda decisione, il Parlamento aveva accolto la mozione Flückiger-Bäni, che chiede di rimborsare a tutte le economie domestiche e alle imprese l’IVA riscossa illecitamente. Affinché tutte le economie domestiche di tipo privato e le collettività possano beneficiare di una restituzione forfettaria anche senza aver presentato domanda di rimborso, è necessario creare una base legale.

Nel suo messaggio concernente la nuova legge federale relativa al rimborso forfettario dell’imposta sul valore aggiunto sul canone di ricezione radiotelevisivo, il Consiglio federale prevede di restituire un massimo di 185 milioni di franchi. Questo importo è basato sull’ammontare dell’imposta sul valore aggiunto, pari a 165 milioni di franchi, prelevata illecitamente sul canone Billag. Alla luce dei risultati della consultazione, il Consiglio federale ha riesaminato la questione degli interessi. Allo stato attuale, intende applicare un tasso d’interesse del 5% per due anni, corrispondente a 17 milioni di franchi. È peraltro prevista una riserva di 3 milioni di franchi, nel caso in cui il numero delle economie domestiche e delle collettività aumenti in modo più marcato di quanto previsto ora. Sulla base delle stime attuali il numero degli aventi diritto ammonterà probabilmente a 3,7 milioni di economie domestiche e collettività. Nell’avamprogetto posto in consultazione, il Consiglio federale presupponeva l’esistenza di 3,4 milioni di economie domestiche e collettività nell’anno del rimborso. Tenendo conto del tasso d’interesse, nonostante il maggior numero di beneficiari l’importo dell’accredito resterà invariato, ossia sempre di 50 franchi per economia domestica e collettività. Con il rimborso forfettario dell’IVA, il Consiglio federale ha scelto una soluzione semplice ed efficiente, accolta con favore dai partecipanti alla consultazione. Gli oneri sono minimizzati: gli interessati non devono attivarsi e non occorrono laboriosi e dispendiosi chiarimenti dei singoli casi.

Nessun rimborso forfettario per le imprese

A differenza di quanto sostenuto nella mozione Flückiger-Bäni accolta dal Parlamento, il Consiglio federale considera inappropriato il rimborso forfettario per le imprese. La maggior parte di esse ha infatti potuto dedurre l’imposta precedente e non ha subìto perdite economiche. Le altre imprese potranno ancora far valere singolarmente le proprie pretese nei confronti dell’UFCOM. Nel complesso, tra il 2010 e il 2015 la Confederazione ha prelevato circa cinque milioni di franchi di IVA sul canone di ricezione versato dalle imprese. Dei 43 partecipanti alla consultazione, soltanto cinque hanno richiesto una base legale anche per le imprese.

Se il Parlamento approverà il rimborso forfettario, gli accrediti potranno probabilmente essere effettuati nel 2021.