Con la revisione vengono effettuati adeguamenti al diritto federale e messi in atto interventi politici dell’UDC e del PLD. Inoltre l’adeguamento esistente al rincaro dovrà essere mantenuto anche se il rincaro registra un’evoluzione negativa.

Il legislatore federale ha sottoposto a revisione l’imposizione alla fonte. Con la revisione parziale la legge cantonale sulle imposte viene adeguata al diritto federale imperativo. Persone residenti assoggettate all’imposta alla fonte aventi un reddito lordo di almeno 120 000 franchi continuano a essere soggette alla tassazione ulteriore obbligatoria. L’aspetto nuovo è che in futuro tutte le altre persone residenti soggette all’imposta alla fonte potranno presentare richiesta di tassazione ordinaria ulteriore. Se lo fanno, in seguito riceveranno una dichiarazione d’imposta nella quale dovranno dichiarare tutti i proventi nonché tutta la sostanza. In compenso potranno far valere le stesse deduzioni delle persone tassate in via ordinaria. Anche persone soggette all’imposta alla fonte residenti all’estero, come ad esempio i frontalieri, potranno presentare richiesta di tassazione ordinaria ulteriore. Tuttavia tale possibilità è vincolata al presupposto secondo cui almeno il 90 per cento dei proventi mondiali sia imponibile in Svizzera.

Attuazione di interventi politici
Con il suo incarico di frazione l’UDC dei Grigioni intende permettere che in futuro la dichiarazione d’imposta possa essere inoltrata per via elettronica anche senza firma. Per raggiungere questo obiettivo si intende creare una base legislativa corrispondente.

A seguito dell’incarico di frazione del PLD dei Grigioni il Governo ha riesaminato l’ammontare dell’imposizione di liquidazioni in capitale di fondi previdenziali. Da un confronto con singoli Cantoni è emerso che il Cantone dei Grigioni non è competitivo per quanto riguarda i prelievi di capitale più elevati da parte di persone non coniugate. Pertanto il Governo propone di ridurre l’aliquota massima per prelievi di capitale più elevati di queste persone.

Rincaro negativo
Se nel mese di luglio di un anno civile l’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) varia del tre per cento o di un relativo multiplo rispetto alla situazione di fine dicembre 2005, diverse deduzioni per l’anno civile aumentano del tre per cento oppure del relativo multiplo. Nel mese di luglio 2019 l’IPC ammontava al 103,6 per cento, di conseguenza nell’anno fiscale 2020 vi è un adeguamento al rincaro. A fine maggio 2020 l’IPC ammontava al 102,7 per cento. Se nel mese di luglio dell’anno in corso l’IPC dovesse essere inferiore al 103 per cento, fatto non improbabile in considerazione della pandemia di COVID-19, non sarebbero soddisfatte le premesse per un adeguamento al rincaro per il 2021. In concreto ciò significherebbe che ad esempio le deduzioni per figli e le deduzioni per i premi di cassa malati verrebbero ridotte e la progressione riguardo all’imposta sul reddito aumenterebbe. Il Governo ritiene che un simile aumento delle imposte sarebbe poco comprensibile in particolare vista la situazione attuale legata alla pandemia di COVID-19. Pertanto la progressione a freddo dovrà essere compensata anche nel caso in cui il valore soglia del 3 per cento già raggiunto in passato non venga più raggiunto.

Il Gran Consiglio discuterà il progetto nella sessione di ottobre 2020.