La Commissione per l’economia e le tasse del Gran Consiglio (CET) ha discusso in via preliminare il messaggio del Governo relativo alla revisione parziale della legge sulle imposte per il Cantone dei Grigioni. Unicamente l’imposizione di liquidazioni in capitale della previdenza ha dato adito a discussioni.

In occasione di una seduta durata mezza giornata, presieduta dalla presidente della Commissione Carmelia Maissen, la CET ha svolto il dibattito preliminare concernente il messaggio del Governo relativo alla revisione parziale della legge sulle imposte per il Cantone dei Grigioni. Alla seduta hanno preso parte anche il presidente del Governo Christian Rathgeb nonché rappresentanti dell’Amministrazione delle imposte. Non è stato messo in discussione il fatto che la revisione parziale della legge sulle imposte sia necessaria; la Commissione chiede all’unanimità al Gran Consiglio di entrare nel merito del progetto.

Incontestati gli adeguamenti relativi all’imposta alla fonte, in futuro sarà possibile una dichiarazione d’imposta senza firma
La parte principale del progetto ha ad oggetto adeguamenti in relazione all’imposta alla fonte, la quale dovrà essere armonizzata con il diritto federale con effetto al 1° gennaio 2021. In assenza di un margine di manovra a livello cantonale, come era lecito aspettarsi in seno alla Commissione questi punti sono risultati incontestati. Lo stesso vale per l’attuazione di un incarico di frazione dell’UDC il quale chiede di digitalizzare completamente la dichiarazione d’imposta e quindi anche di rinunciare alla firma autografa.

Differenze per quanto riguarda l’imposta speciale su prestazioni in capitale
Il Governo ha colto il messaggio in oggetto anche come occasione per attuare un incarico di frazione del PLD concernente l’imposta speciale su prestazioni in capitale della previdenza, il quale era stato accolto dal Gran Consiglio nella sessione di agosto 2018 in forma attenuata. In seno alla Commissione vi è stata unanimità per quanto riguarda la regolamentazione secondo cui non si distinguerà più tra contribuenti coniugati e contribuenti non coniugati e quindi per tutti farà stato lo stesso tasso minimo e massimo. Quale tasso minimo la Commissione propone l’1,5 per cento. Per quanto riguarda il tasso massimo vi sono divergenze d’opinione: la maggioranza della Commissione intende fissarlo al 2 per cento per assumere una posizione di vertice rispetto ad altri Cantoni. Una prima minoranza considera la riduzione al 2,6 per cento sufficiente per garantire la competitività a livello intercantonale, mentre una seconda minoranza propone il 4 per cento perché è contraria a perdere entrate fiscali e a favorire i prelievi elevati. La proposta del Governo di fissare il tasso massimo al 3 per cento non ha trovato sostegno.

Il calo del rincaro non viene considerato
La Commissione ha accolto con grande favore la proposta del Governo di non considerare a carico dei contribuenti, ad esempio attraverso deduzioni ridotte per bambini o premi della cassa malati, l’evoluzione del rincaro negativa rispetto all’anno precedente. Deduzioni inferiori a seguito di un rincaro in calo rispetto agli anni precedenti comportano imposte più elevate, cosa che in considerazione della situazione legata alla pandemia di COVID-19 e delle sue conseguenze non sarebbe comprensibile.

Il Gran Consiglio si occuperà del progetto nella sessione di ottobre 2020.