Le procedure d’asilo celeri hanno dimostrato la loro validità e sono attuate correttamente secondo lo stato di diritto. I richiedenti l’asilo apprendono molto più rapidamente se beneficiano della protezione della Svizzera o se devono lasciare il Paese. Occorrono tuttavia alcuni miglioramenti. Questi i risultati di una valutazione svolta da un gruppo di esperti esterni. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha già attuato o avviato le misure necessarie per sfruttare i potenziali di ottimizzazione. Oltre il 96 per cento delle decisioni negative sull’asilo emanate dalla SEM passano in giudicato senza essere modificate.

La legge sull’asilo riveduta è entrata in vigore il 1° marzo 2019. Da allora la SEM ha emanato in prima istanza attorno alle 27 000 decisioni riguardanti nuove domande d’asilo. Su incarico della SEM, il gruppo di lavoro della Egger, Dreher & Partner SA e la Ecoplan SA hanno valutato i processi nel settore dell’asilo durante i primi due anni di attuazione. Il centro svizzero di competenza per i diritti umani, dal canto suo, ha analizzato la qualità delle decisioni d’asilo e la protezione giuridica nel quadro della procedura celere. I risultati di questa valutazione esterna sono ora disponibili.

Le procedure d’asilo celeri sono durate in media 55 giorni

I dipendenti della SEM si attengono ai processi definiti per il trattamento delle domande d’asilo. Dall’entrata in vigore della legge sull’asilo riveduta la durata media delle procedure d’asilo fino alla decisione di prima istanza si è notevolmente accorciata. Nel periodo in esame la fase preparatoria delle procedure nazionali è durata in media quasi 49 giorni e non è pertanto stato raggiunto l’obiettivo di 21 giorni. La successiva fase cadenzata è durata in media attorno ai sei giorni, l’obiettivo di otto giorni è stato raggiunto in tutte le regioni d’asilo. In media la SEM ha potuto portare a termine le procedure celeri in 55 giorni. Gli esperti esterni ritengono che, grazie a ottimizzazioni processuali e organizzative, le procedure possano essere ancora più celeri ed efficienti. Raccomandano tra l’altro di definire in maniera ancor più chiara i ruoli dei vari attori, di adottare uno strumento di pianificazione comune e di istituzionalizzare maggiormente la collaborazione con i fornitori di prestazioni mediche.

Secondo gli esperti la qualità delle decisioni in materia d’asilo è generalmente soddisfacente. Occorrono miglioramenti in particolare per quanto riguarda l’accertamento dei fatti, il trattamento dei pareri dei rappresentanti legali in merito alle bozze delle decisioni e il controllo qualitativo. L’attuazione della protezione giuridica a cura dei fornitori di prestazioni esterni è considerata buona anche se, grazie a una definizione più chiara dei rispettivi ruoli, è possibile migliorare ulteriormente sia il coordinamento sovraregionale tra i singoli fornitori di prestazioni sia la collaborazione tra la SEM e i fornitori di prestazioni. Il rapporto contiene pertinenti raccomandazioni rivolte alla SEM e alle organizzazioni incaricate della protezione giuridica.

Più domande d’asilo trattate nel quadro della procedura ampliata

La SEM ha già attuato o avviato una serie di misure per accrescere ulteriormente l’efficienza delle procedure d’asilo e la qualità delle decisioni (si veda la relativa scheda). Quale conseguenza diretta della precisazione dei criteri di attribuzione, rispetto al 2019 un numero nettamente maggiore di domande d’asilo – in particolare quelle che richiedono accertamenti approfonditi – viene trattato, dal 2020, nel quadro della procedura ampliata anziché della procedura celere.

In ambito medico si è proceduto a una ridefinizione dei processi, del flusso delle informazioni e del ruolo dei vari operatori coinvolti. È inoltre stato semplificato l’accesso dei richiedenti l’asilo alla protezione giuridica nei centri senza funzione procedurale e sono state avviate misure per migliorare le modalità di trattamento delle prese di posizione dei rappresentanti legali in merito alle bozze delle decisioni. Parallelamente alla valutazione, la SEM ha istituito un sistema globale di gestione della qualità.

Il Tribunale amministrativo federale conferma sempre più decisioni della SEM

Questi adeguamenti hanno portato risultati concreti. Durante il primo anno dopo l’introduzione delle nuove procedure d’asilo il Tribunale amministrativo federale ha ancora corretto circa un quarto delle decisioni in materia d’asilo contestate emanate dalla SEM secondo il nuovo diritto. Dall’inizio del 2020 il tasso dei ricorsi approvati o delle decisioni in materia d’asilo rinviate alla SEM è in costante diminuzione. Nel 2020 si è attestato attorno al 16 per cento. Il Tribunale amministrativo federale ha pertanto confermato oltre otto decisioni contestate della SEM su dieci.

Un’analisi di tutte le decisioni impugnabili svolta dalla SEM mostra che nel 2020 oltre il 96 per cento delle domande d’asilo respinte è passato in giudicato senza modifiche. In 96 casi su 100, pertanto, i richiedenti l’asilo rinunciano a ricorrere contro la decisione della SEM oppure la decisione è confermata dal Tribunale federale amministrativo. Soltanto quattro decisioni negative su 100 sono state corrette dal Tribunale amministrativo federale o hanno dovuto essere modificate dalla SEM. Anche durante il primo anno dall’introduzione delle nuove procedure d’asilo il tasso di decisioni rimaste invariate si è attestato a un buon 94 per cento, situandosi di poco al di sotto della percentuale degli anni precedenti.

Le procedure d’asilo celeri hanno dimostrato la loro validità e sono attuate correttamente secondo lo stato di diritto. I richiedenti l’asilo apprendono molto più rapidamente se beneficiano della protezione della Svizzera o se devono lasciare il Paese. Occorrono tuttavia alcuni miglioramenti. Questi i risultati di una valutazione svolta da un gruppo di esperti esterni. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha già attuato o avviato le misure necessarie per sfruttare i potenziali di ottimizzazione. Oltre il 96 per cento delle decisioni negative sull’asilo emanate dalla SEM passano in giudicato senza essere modificate.

La legge sull’asilo riveduta è entrata in vigore il 1° marzo 2019. Da allora la SEM ha emanato in prima istanza attorno alle 27 000 decisioni riguardanti nuove domande d’asilo. Su incarico della SEM, il gruppo di lavoro della Egger, Dreher & Partner SA e la Ecoplan SA hanno valutato i processi nel settore dell’asilo durante i primi due anni di attuazione. Il centro svizzero di competenza per i diritti umani, dal canto suo, ha analizzato la qualità delle decisioni d’asilo e la protezione giuridica nel quadro della procedura celere. I risultati di questa valutazione esterna sono ora disponibili.

Le procedure d’asilo celeri sono durate in media 55 giorni

I dipendenti della SEM si attengono ai processi definiti per il trattamento delle domande d’asilo. Dall’entrata in vigore della legge sull’asilo riveduta la durata media delle procedure d’asilo fino alla decisione di prima istanza si è notevolmente accorciata. Nel periodo in esame la fase preparatoria delle procedure nazionali è durata in media quasi 49 giorni e non è pertanto stato raggiunto l’obiettivo di 21 giorni. La successiva fase cadenzata è durata in media attorno ai sei giorni, l’obiettivo di otto giorni è stato raggiunto in tutte le regioni d’asilo. In media la SEM ha potuto portare a termine le procedure celeri in 55 giorni. Gli esperti esterni ritengono che, grazie a ottimizzazioni processuali e organizzative, le procedure possano essere ancora più celeri ed efficienti. Raccomandano tra l’altro di definire in maniera ancor più chiara i ruoli dei vari attori, di adottare uno strumento di pianificazione comune e di istituzionalizzare maggiormente la collaborazione con i fornitori di prestazioni mediche.

Secondo gli esperti la qualità delle decisioni in materia d’asilo è generalmente soddisfacente. Occorrono miglioramenti in particolare per quanto riguarda l’accertamento dei fatti, il trattamento dei pareri dei rappresentanti legali in merito alle bozze delle decisioni e il controllo qualitativo. L’attuazione della protezione giuridica a cura dei fornitori di prestazioni esterni è considerata buona anche se, grazie a una definizione più chiara dei rispettivi ruoli, è possibile migliorare ulteriormente sia il coordinamento sovraregionale tra i singoli fornitori di prestazioni sia la collaborazione tra la SEM e i fornitori di prestazioni. Il rapporto contiene pertinenti raccomandazioni rivolte alla SEM e alle organizzazioni incaricate della protezione giuridica.

Più domande d’asilo trattate nel quadro della procedura ampliata

La SEM ha già attuato o avviato una serie di misure per accrescere ulteriormente l’efficienza delle procedure d’asilo e la qualità delle decisioni (si veda la relativa scheda). Quale conseguenza diretta della precisazione dei criteri di attribuzione, rispetto al 2019 un numero nettamente maggiore di domande d’asilo – in particolare quelle che richiedono accertamenti approfonditi – viene trattato, dal 2020, nel quadro della procedura ampliata anziché della procedura celere.

In ambito medico si è proceduto a una ridefinizione dei processi, del flusso delle informazioni e del ruolo dei vari operatori coinvolti. È inoltre stato semplificato l’accesso dei richiedenti l’asilo alla protezione giuridica nei centri senza funzione procedurale e sono state avviate misure per migliorare le modalità di trattamento delle prese di posizione dei rappresentanti legali in merito alle bozze delle decisioni. Parallelamente alla valutazione, la SEM ha istituito un sistema globale di gestione della qualità.

Il Tribunale amministrativo federale conferma sempre più decisioni della SEM

Questi adeguamenti hanno portato risultati concreti. Durante il primo anno dopo l’introduzione delle nuove procedure d’asilo il Tribunale amministrativo federale ha ancora corretto circa un quarto delle decisioni in materia d’asilo contestate emanate dalla SEM secondo il nuovo diritto. Dall’inizio del 2020 il tasso dei ricorsi approvati o delle decisioni in materia d’asilo rinviate alla SEM è in costante diminuzione. Nel 2020 si è attestato attorno al 16 per cento. Il Tribunale amministrativo federale ha pertanto confermato oltre otto decisioni contestate della SEM su dieci.

Un’analisi di tutte le decisioni impugnabili svolta dalla SEM mostra che nel 2020 oltre il 96 per cento delle domande d’asilo respinte è passato in giudicato senza modifiche. In 96 casi su 100, pertanto, i richiedenti l’asilo rinunciano a ricorrere contro la decisione della SEM oppure la decisione è confermata dal Tribunale federale amministrativo. Soltanto quattro decisioni negative su 100 sono state corrette dal Tribunale amministrativo federale o hanno dovuto essere modificate dalla SEM. Anche durante il primo anno dall’introduzione delle nuove procedure d’asilo il tasso di decisioni rimaste invariate si è attestato a un buon 94 per cento, situandosi di poco al di sotto della percentuale degli anni precedenti.