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    Rapporto del Consiglio federale sulla collaborazione internazionale con le ONG

    Dal rapporto del Consiglio federale sulla collaborazione con le organizzazioni non governative nei Paesi partner della cooperazione internazionale, adottato nella riunione del 29 gennaio 2020, emerge chiaramente che le premesse per una collaborazione efficace con le ONG sono buone. Secondo questo rapporto, che il Consiglio federale ha elaborato adempiendo a due interventi parlamentari, gli strumenti di gestione e di controllo di cui dispone attualmente il DFAE permettono di selezionare con cura le ONG, di garantire una collaborazione efficace e di gestire i rischi in modo professionale. I risultati del lavoro con le ONG in contesti politicamente molto polarizzati, come ad esempio il conflitto in Medio Oriente, confluiscono direttamente in questi strumenti, contribuendo a migliorarli.

    Nell’attuare la cooperazione internazionale, in molti ambiti la Svizzera collabora con organizzazioni non governative (ONG) che, grazie alla loro esperienza, alla loro conoscenza del terreno e al loro potenziale di innovazione, sono partner fondamentali per conseguire gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Dallo sviluppo sociale ed economico all’aiuto umanitario, passando per la promozione dello Stato di diritto, la collaborazione con le ONG porta ovunque a risultati concreti, favorendo la sostenibilità economica e il radicamento a lungo termine dell’impegno svizzero all’estero.

    Nel suo rapporto, il Consiglio federale giunge alla conclusione che le basi giuridiche esistenti per la collaborazione con le ONG sono sufficienti e per ora non richiedono adeguamenti. Gli strumenti essenziali per la collaborazione con le ONG sono:
    • la legge federale sulla cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali,
    • la legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est, e
    • la legge federale su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti umani.

    Queste leggi garantiscono all’Esecutivo e all’Amministrazione federale la necessaria flessibilità nella scelta di partner contrattuali appropriati per la cooperazione internazionale.

    Gli strumenti di gestione e di controllo impiegati dal DFAE per collaborare con le ONG vengono sottoposti a verifiche periodiche, sono costantemente ampliati e permettono di riconoscere tempestivamente i rischi e di arginarli. Tra i principali elementi a disposizione vi sono la clausola antidiscriminazione introdotta nel 2017 in tutti i contratti con partner esterni, il codice di comportamento per rafforzare la prevenzione delle molestie e degli abusi sessuali presso organizzazioni partner, aggiornato nel 2018, e la verifica sistematica, presso il partner, del coinvolgimento di persone politicamente esposte. Il rischio zero però non esiste, soprattutto nelle aree caratterizzate da una forte polarizzazione politica,.

    Contesto mediorientale: adottate misure di correzione

    La collaborazione della Svizzera con ONG israeliane e palestinesi esemplifica in modo chiaro la problematica appena evocata.  Prendendo a esempio la cooperazione con il Segretariato per i diritti umani e il diritto internazionale umanitario, con sede a Ramallah, il rapporto evidenzia che i meccanismi di gestione e di controllo del DFAE si sono dimostrati validi, in linea di principio, anche nel contesto mediorientale. Questo Segretariato, cofinanziato da vari Paesi donatori, sosteneva 24 ONG che si battono per i diritti umani e il diritto internazionale umanitario. La Svizzera, insieme a Danimarca, Paesi Bassi e Svezia, ha adottato misure efficaci per garantire che i progetti fossero realizzati conformemente al contratto e per migliorare le strutture di gestione del Segretariato. È stata inoltre interrotta la collaborazione con una ONG che non si era dissociata da una dichiarazione inneggiante alla violenza. Dal rapporto, emerge chiaramente che i risultati tratti da questo impegno complesso in Medio Oriente hanno contribuito a migliorare ulteriormente tutti gli strumenti di controllo impiegati dal DFAE.

    I risultati ottenuti grazie alla collaborazione con le ONG in Israele e nel Territorio palestinese occupato (TPO) sono nel complesso soddisfacenti. Il DFAE sta lavorando a una nuova strategia per il Medio Oriente e il Nord Africa (MONA ) per gli anni dal 2021 al 2024, che sarà estesa a Israele e al TPO e includerà nuove priorità tematiche. Ciò permetterà di adeguare la collaborazione con le ONG. Tra le novità si segnalano la riduzione del numero di ONG sostenute e la rinuncia alla ricerca di una soluzione che preveda un nuovo Segretariato, prediligendo invece un maggiore controllo nazionale.

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