La Pro Grigioni Italiano e il suo impegno editoriale: dal 1919 a oggi, una storia di lingua e cultura

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Una valutazione federale che conferma il ruolo della Pgi

La recente valutazione federale sulla promozione linguistica in Svizzera ha ribadito ufficialmente quanto già noto agli addetti ai lavori: la Pro Grigioni Italiano (Pgi) svolge un ruolo centrale e insostituibile nella tutela e nella valorizzazione della lingua italiana nel cantone dei Grigioni. Un riconoscimento che arriva dall’alto, ma che affonda le radici in oltre un secolo di attività concreta sul territorio.

Fin dalla sua fondazione, il Sodalizio ha posto l’editoria e il sostegno alla cultura — letteraria, artistica e scientifica — al centro del proprio mandato. Non si tratta di una scelta accessoria, ma di una vocazione identitaria che ha definito l’intera storia dell’associazione.

Due pubblicazioni periodiche che hanno segnato la storia

Tra i contributi più longevi e significativi della Pgi figurano due riviste periodiche diventate veri e propri pilastri della cultura grigionitaliana:

  • L’Almanacco del Grigioni Italiano, attivo dal 1919: una pubblicazione annuale che accompagna da oltre un secolo la vita culturale e sociale delle comunità italofone dei Grigioni.
  • I Quaderni grigionitaliani, in circolazione dal 1931: una rivista di approfondimento che ha ospitato nel tempo saggi, ricerche e riflessioni sulla realtà locale.

Entrambe le testate rappresentano non soltanto strumenti di informazione, ma autentici archivi vivi della memoria collettiva del Grigionitaliano.

L’espansione editoriale dal 1994: collane e nuovi progetti

A partire dalla metà degli anni Novanta, la Pgi ha deciso di ampliare in modo strutturato la propria offerta editoriale. Nel 1994 è nata la Collana letteraria, realizzata in collaborazione con l’editore Armando Dadò di Locarno. A oggi conta una ventina di volumi pubblicati, che spaziano tra narrativa, poesia e saggistica di autori legati al territorio grigionitaliano.

A questa si è affiancata la Collana Ricerche, prodotta con l’editore Casagrande di Bellinzona, pensata per ospitare lavori di carattere scientifico e storico. Un esempio recente e significativo è il volume firmato da Marino Viganò dedicato al maresciallo Gian Giacomo Trivulzio (Crema, 1442 – Chartres, 1518), figura militare e politica di spicco tra Quattrocento e Cinquecento, il cui titolo latino — «Ingenium superat vires» — richiama la prevalenza dell’ingegno sulla forza fisica.

Oltre la carta: il digitale e la didattica

La Pgi non si è limitata a presidiare il campo della carta stampata. Con il passare degli anni, il Sodalizio ha saputo adattarsi all’evoluzione dei media, abbracciando i nuovi strumenti di comunicazione. Tra le produzioni disponibili figurano DVD, documenti digitali, film e documentari, oltre a materiali espressamente pensati per la didattica.

Un’attenzione particolare è rivolta al pubblico più giovane: la Pgi produce spartiti musicali per i giovani svizzeri e ha sviluppato strumenti ludico-educativi come Grinopoli, un gioco che avvicina bambini e ragazzi alla lingua e alla cultura italiana dei Grigioni in modo coinvolgente e accessibile.

Il legame con la comunità e gli eventi culturali

L’attività editoriale della Pgi non si esaurisce nella produzione di libri e riviste. Il Sodalizio promuove anche momenti di incontro e dibattito scientifico. Un esempio concreto è il convegno organizzato a Poschiavo il 5 e 6 settembre 2025, i cui atti saranno pubblicati sui Quaderni grigionitaliani. Il tema scelto — le tracce lasciate dai pasticcieri grigionesi nei paesi di emigrazione — rispecchia l’approccio della Pgi: valorizzare la storia locale attraverso una prospettiva internazionale.

Parallelamente, il Sodalizio pubblica inserti tematici come Convivenza, Favonio e Terra Grischuna, oltre alla rivista Mondo Nostro, strumenti che mantengono vivo il dialogo tra le componenti linguistiche e culturali del cantone.

Un presidio culturale con radici profonde

Guardando all’insieme dell’attività svolta dalla Pro Grigioni Italiano, emerge un quadro coerente e continuativo: quello di un’organizzazione che ha saputo adattarsi ai cambiamenti senza mai perdere di vista la propria missione fondamentale. Dalla stampa tipografica ai contenuti digitali, dagli almanacchi ottocenteschi ai giochi educativi per bambini, la Pgi ha costruito nel tempo un ecosistema culturale articolato e resistente.

La conferma istituzionale da parte delle autorità federali non è quindi una sorpresa, ma il riconoscimento di un lavoro capillare e sistematico che dura da oltre un secolo. In un contesto in cui le minoranze linguistiche faticano a mantenere visibilità e vitalità, la Pgi rappresenta un modello di come la promozione culturale possa essere insieme radicata nella tradizione e aperta all’innovazione.

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