Una cima, due paesi: la Scima da Saoseo conquista il gruppo della Sportiva Palü
Ci sono giornate in montagna che restano impresse nella memoria non solo per la fatica, ma per tutto ciò che le accompagna: la luce del mattino, il paesaggio che si apre a ogni passo, la soddisfazione di arrivare in vetta. L’escursione organizzata dalla Sportiva Palü Poschiavo alla Scima da Saoseo è stata esattamente questo tipo di giornata.
La partenza da Lungaqua e la salita verso il Pass da Sach
Dopo un breve briefing iniziale con i monitori, i partecipanti sono saliti in pulmino fino a Lungaqua, il punto di partenza dell’escursione vera e propria. Da lì ha avuto inizio la salita, con i primi raggi di sole autunnale che accompagnavano il gruppo lungo il sentiero.
Dopo circa un’ora e mezza di cammino, con il Pass da Sach come primo traguardo intermedio, il gruppo si è fermato per una pausa rigenerante. Il momento di riposo ha anche segnato la transizione verso la seconda parte dell’escursione, quella più tecnica e impegnativa.
Caschi in testa e via verso i 3264 metri
Prima di affrontare la parte alta del percorso, tutti i partecipanti hanno indossato i caschi protettivi, segnale chiaro che il terreno avrebbe richiesto maggiore attenzione. E così è stato: le successive due ore e mezza di salita si sono svolte prevalentemente su terreno roccioso, con alcuni passaggi che hanno richiesto più concentrazione rispetto al sentiero percorso nella prima parte della giornata.
La meta era la Scima da Saoseo, una vetta che in realtà si articola in due cime distinte:
- Una sul versante italiano
- Una sul versante svizzero
La prima a essere raggiunta è stata quella italiana, dove il gruppo ha potuto finalmente tirare il fiato e godere del panorama.
In vetta: due cime, due prospettive
Arrivare in cima dopo quasi quattro ore di cammino è una sensazione difficile da descrivere. Il tepore del sole autunnale, temperature sorprendentemente miti per la quota e il clima di gruppo hanno trasformato la sosta in vetta in un momento di puro godimento. Tra qualche risata, fotografie e lo sguardo perso all’orizzonte, la stanchezza è passata in secondo piano.
Prima di iniziare la discesa, il gruppo ha raggiunto anche la seconda cima, quella svizzera. Da questo punto si apriva una vista insolita per la maggior parte dei partecipanti: la Val di Campo ai piedi, con le sue forme e i suoi colori autunnali. Una prospettiva nuova su un territorio conosciuto, che ha lasciato tutti senza parole.
Dopo la classica foto di gruppo e qualche minuto di contemplazione silenziosa, è cominciata la discesa.
Il ritorno: più veloce, ma non meno impegnativo
Scendere è spesso percepito come la parte facile di un’escursione. In realtà, soprattutto nella parte alta del percorso, la discesa ha richiesto molta attenzione e coordinazione. Il terreno roccioso non perdona la distrazione, e i monitori hanno continuato a guidare il gruppo con professionalità.
Dopo circa tre ore di cammino verso il basso, la meta finale si è materializzata: il Rifugio Saoseo. Qui il gruppo ha potuto rinfrescarsi, riprendere le energie e concedersi una meritata sosta prima dell’ultima tratta verso Sfazù, punto di chiusura del giro ad anello.
Un percorso ad anello che parte e finisce a Sfazù
Il percorso complessivo ha descritto un anello che si chiude a Sfazù, nello stesso punto da cui il gruppo era partito in mattinata. Una struttura classica per le escursioni alpine, che permette di esplorare ambienti diversi senza dover rifare la stessa strada.
Il bilancio della giornata in numeri:
- Circa un’ora e mezza di salita fino al Pass da Sach
- Circa due ore e mezza di salita aggiuntiva fino alla vetta
- Circa tre ore di discesa fino al Rifugio Saoseo
- Quota massima: 3264 metri
Il ruolo della Sportiva Palü Poschiavo nell’organizzazione
Un’escursione di questo livello non si improvvisa. Dietro a una giornata riuscita c’è sempre un lavoro preparatorio di pianificazione, gestione dei rischi e cura dei partecipanti. La Sportiva Palü Poschiavo e i suoi monitori hanno dimostrato ancora una volta di saper coniugare sicurezza e piacere dell’esperienza, permettendo a tutti — indipendentemente dall’esperienza personale — di raggiungere le due cime in piena sicurezza.
Il loro impegno non è passato inosservato: i partecipanti hanno espresso parole di sincero ringraziamento per l’organizzazione e per la qualità dell’accompagnamento durante l’intera giornata.
Perché la Scima da Saoseo merita una visita
La Scima da Saoseo rappresenta una delle mete alpine più affascinanti della zona di Poschiavo, proprio per la sua peculiarità di trovarsi a cavallo del confine italo-svizzero. Chi la raggiunge ha la possibilità di affacciarsi su due mondi geografici diversi nello spazio di pochi passi, godendo di panorami che variano in modo significativo tra il versante italiano e quello svizzero.
L’autunno, con le sue temperature fresche ma non proibitive e la luce calda e radente, si conferma una delle stagioni migliori per affrontare questo tipo di escursioni. I colori del paesaggio, la qualità dell’aria e la minore affluenza rispetto ai mesi estivi rendono l’esperienza ancora più intensa e personale.
Una giornata, in sintesi, che ha regalato emozioni difficili da dimenticare — e che invita a tornare.

