Un nuovo studio dell’Ufficio federale di statistica (UST) ha rivelato che circa la metà dei post-dottorandi che hanno ottenuto una borsa di mobilità del Fondo Nazionale Svizzero (FNS) lascia la Svizzera sei anni dopo l’inizio del post-dottorato. Nel 2015, circa 2800 persone hanno iniziato un post-dottorato in Svizzera o all’estero dopo aver ottenuto una borsa di mobilità del FNS. Sei anni dopo, solo il 27% di loro lavora ancora nelle scuole universitarie svizzere.
Il 40% delle persone che hanno trovato lavoro fuori dalle scuole universitarie occupa un posto in un settore con una quota di ricerca e sviluppo rilevante. Questo dimostra che l’uscita dal mondo accademico non è sempre definitiva e che molti post-dottorandi trovano lavoro in settori correlati alla ricerca e allo sviluppo.
Il 50% dei post-dottorandi che avevano ricevuto una borsa di mobilità per andare all’estero è tornato in Svizzera. Questo dimostra che molti post-dottorandi hanno ancora un forte legame con la Svizzera e che il Paese continua ad essere un luogo attraente per la ricerca e lo sviluppo.
Tuttavia, il fatto che la metà dei post-dottorandi lasci la Svizzera è preoccupante. La Svizzera ha una lunga tradizione di eccellenza nella ricerca e nello sviluppo, e perdere così tanti ricercatori qualificati potrebbe avere conseguenze negative per l’economia del Paese.
Il problema sembra essere particolarmente grave per le donne. Solo il 22% delle donne che hanno iniziato un post-dottorato nel 2015 lavora ancora nelle scuole universitarie svizzere sei anni dopo. Questo è un dato preoccupante, considerando che le donne sono ancora sottorappresentate nel mondo accademico.
In generale, il problema sembra essere legato alla mancanza di opportunità di lavoro per i post-dottorandi in Svizzera. Molti di loro sono costretti a cercare lavoro all’estero perché non riescono a trovare opportunità di lavoro nella loro area di specializzazione in Svizzera.




