Il 8 dicembre 2023, il Consiglio federale ha preso una decisione riguardante le restituzioni dell’imposta sugli oli minerali. Questa decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione del rapporto sulle restituzioni, commissionato prima della revisione della legge sul CO2 e dei recenti sviluppi nelle politiche climatiche e commerciali internazionali. Il Consiglio federale ha deciso di mantenere invariate le restituzioni per determinati settori.
Attualmente, la legge federale sull’imposizione degli oli minerali prevede la restituzione parziale dell’imposta al fine di favorire specifici settori. Tuttavia, il Parlamento sta attualmente discutendo la possibilità di abolire le restituzioni per le imprese di trasporto concessionarie a partire dal 2024, nell’ambito della revisione della legge sul CO2. Inoltre, la Svizzera sta negoziando a livello internazionale per limitare i sussidi alle energie fossili. Pertanto, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) di condurre un’analisi sulle restituzioni destinate all’agricoltura, alla silvicoltura, ai veicoli adibiti alla preparazione di piste, all’estrazione di pietra da taglio naturale e alla pesca professionale, nonché a determinati usi stazionari dei carburanti.
Secondo i risultati dell’analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR), l’abolizione o la riduzione delle restituzioni avrebbe un impatto minimo sulla diminuzione delle emissioni di CO2. Ciò è principalmente dovuto alla mancanza di alternative tecnologiche nelle applicazioni specializzate e nelle regioni specifiche dei settori interessati. Tuttavia, le restituzioni hanno un’importanza economica significativa per questi settori. Sulla base di tali risultati, il Consiglio federale ha deciso di mantenere le restituzioni invariate.




