Il Governo ha dato il via libera alle nuove prescrizioni per l’esercizio della caccia e alla pianificazione degli abbattimenti per l’anno 2024. Negli ultimi anni, l’intensa attività venatoria e la presenza di grandi predatori hanno contribuito significativamente a ridurre la popolazione di ungulati. La caccia ha quindi svolto un ruolo cruciale nel raggiungimento degli obiettivi della strategia “spazio vitale bosco-selvaggina 2021”. In particolare, si è osservata una diminuzione degli effettivi di cervo, un tempo molto numerosi, mentre sono aumentate le popolazioni di stambecco, lepre comune e cinghiale in Mesolcina.
Riduzione degli effettivi di cervo
Il 2023 ha visto la caccia svolgere efficacemente il suo ruolo di controllo della popolazione di cervo, con una riduzione del numero di esemplari a livello cantonale. La stima primaverile del 2024 ha registrato 14.225 cervi, 885 in meno rispetto all’anno precedente. Questa diminuzione è particolarmente significativa in aree critiche come Surselva, Grigioni centrale, Heinzenberg e Bassa Prettigovia, dove i conflitti tra bosco e selvaggina sono stati più evidenti.
Piano di abbattimento 2024
Il piano di abbattimento per il 2024 prevede la caccia a 4.964 cervi, di cui 2.867 femmine. Anche se il numero di cervi è in calo, questo piano più moderato richiede ancora un notevole impegno da parte dei cacciatori. La caccia al camoscio e al capriolo continuerà senza variazioni rispetto agli anni precedenti, con particolare attenzione alla pressione venatoria su queste specie.
Aumento della popolazione di stambecco e cinghiale
I censimenti del 2023 hanno registrato 7.245 stambecchi, il numero più alto dalla reintroduzione della specie nei Grigioni oltre cento anni fa. La regolazione della popolazione di stambecco è fondamentale per prevenire malattie e competizione con altre specie come il camoscio. Pertanto, quest’anno saranno cacciati 634 stambecchi, 76 in più rispetto all’anno precedente.
In Bassa Mesolcina, si è verificato un incremento significativo della popolazione di cinghiali, che possono causare danni rilevanti a campi e orti. La caccia rimane quindi essenziale per controllare questa specie.
Selvaggina minuta in aumento
Il monitoraggio annuale ha mostrato un aumento della popolazione di selvaggina minuta, come lepri e fagiani di monte. I rilevamenti del 2024 hanno registrato 1.232 lepri comuni, il numero più alto mai registrato. Le attuali prescrizioni di caccia si sono rivelate efficaci per una gestione sostenibile di queste specie, e i cacciatori continuano a dimostrare un alto senso di responsabilità nella cura della selvaggina.
Conclusioni
Le nuove norme e il piano di abbattimento per il 2024 riflettono l’impegno del Governo e dei cacciatori nel gestire le popolazioni di fauna selvatica in modo sostenibile. Questo approccio ha già prodotto risultati significativi, contribuendo a ridurre i conflitti tra bosco e selvaggina e a preservare l’equilibrio ecologico nelle diverse regioni dei Grigioni.




