Le autorità svizzere, tra cui i servizi cantonali per l’integrazione, l’assistenza sociale e il collocamento, stanno intensificando la loro cooperazione per favorire l’inserimento nel mercato del lavoro dei cittadini ucraini, dei rifugiati e degli ammessi provvisoriamente in età lavorativa. Questo è emerso dal primo convegno nazionale sull’integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro, tenutosi il 20 giugno 2024, a cui hanno partecipato circa 150 addetti ai lavori.
Il Consiglio federale ha fissato l’obiettivo di raggiungere un tasso di occupazione del 40% tra i titolari dello statuto S entro la fine del 2024. Ad oggi, il 25% di questi cittadini ucraini svolge un’attività lavorativa, mentre circa un terzo delle persone arrivate in Svizzera dall’inizio del conflitto ha trovato un impiego.
La Confederazione si impegna a sostenere questi sforzi, designando un incaricato dell’integrazione professionale, sensibilizzando i datori di lavoro e le persone in cerca di lavoro, e promuovendo progetti pilota per il riconoscimento dei diplomi e la valutazione delle competenze.
L’obiettivo è quello di una migliore integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro, a vantaggio di tutta la società: per i rifugiati, che diventerebbero più indipendenti e acquisirebbero competenze utili per la ricostruzione del loro Paese; per l’economia, che potrebbe occupare i posti vacanti; e per i contribuenti in Svizzera, poiché lo Stato risparmierebbe sull’aiuto sociale.




