La costituzione di scorte obbligatorie per far fronte a situazioni di penuria richiede adeguamenti costanti. Il Rapporto 2023 dell’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE) spiega i cambiamenti apportati ed evidenzia come i costi siano in netto calo. La pandemia di COVID-19 e altri eventi hanno portato alla decisione di liberare le scorte obbligatorie per sostenere l’economia e garantire l’approvvigionamento di beni di importanza vitale. In alcuni ambiti è emersa la necessità di ampliare le scorte. Tuttavia, nel caso dei prodotti petroliferi si osserva una diminuzione della domanda che riduce il volume di scorte necessarie per garantire l’approvvigionamento. Entro il 2027 si prevede di diminuire le scorte di benzina del 10 per cento e quelle per l’olio da riscaldamento del 15 per cento. La riduzione del volume di prodotti petroliferi stoccati ha permesso di abbattere i costi complessivi delle scorte obbligatorie, peraltro in calo da decenni.
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