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La Svizzera restituisce alla Libia un bene culturale del periodo ellenistico

Nell’ambito dell’attuazione della legge federale sul trasferimento internazionale dei beni culturali (LTBC), oggi a Berna la direttrice dell’Ufficio federale della cultura (UFC), Carine Bachmann, ha consegnato all’Ambasciata della Libia una preziosa scultura marmorea raffigurante una giovane donna. Questo bene culturale archeologico, alto 19 cm, è stato confiscato durante un procedimento penale nel Cantone di Ginevra e si ritiene che provenga dal sito archeologico dell’antica città di Cirene nella regione della Cirenaica, attualmente situata in Libia. La scultura risale al periodo compreso tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. e rappresenta un’importante testimonianza dell’espansione ellenistica in Nord Africa.

La scoperta della scultura risale al 2013, quando è stata rinvenuta durante un controllo in un deposito doganale a Ginevra. A seguito di una denuncia da parte delle autorità doganali, nel 2016 il Ministero pubblico del Cantone di Ginevra ha avviato un procedimento penale che ha portato alla confisca dell’oggetto. Durante l’indagine non è stato possibile determinare con precisione il luogo esatto in cui è stato trovato l’oggetto né come sia arrivato in Svizzera. Tuttavia, la scultura è completamente ricoperta da una patina rossastra che indica la sua provenienza dalla Cirenaica, una delle poche regioni del Mediterraneo dove si trova “terra rossa” e marmo di questa qualità.

La restituzione di questo bene culturale alla Libia è particolarmente significativa considerando che il paese e i suoi siti patrimonio dell’UNESCO, come Cirene, sono gravemente minacciati da saccheggi e distruzioni. Per contrastare il commercio illecito di beni culturali e la loro distruzione, nel 2015 il Consiglio internazionale dei musei (ICOM) ha pubblicato la cosiddetta Lista rossa di emergenza per le antichità in pericolo in Libia. Sia la Svizzera che la Libia sono Stati parte della Convenzione UNESCO del 14 novembre 1970 concernente le misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali. La LTBC recepisce la Convenzione nel diritto nazionale e rappresenta uno strumento importante per proteggere il patrimonio culturale sia a livello nazionale che internazionale.

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